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Radiohead. The best of

Quando l’immagine rafforza la musica

di Gennaro Chierchia

 

Ci sono dei video che arricchiscono le canzoni cui si ispirano, è il caso di quelli a commento dei lavori del gruppo inglese dei Radiohead. Se a ciò si aggiunge la presenza “scenica” di un leader difficilmente ascrivibile ai topoi del mondo del rock, la prestazione aumenta. In “Pop is dead” Thom Yorke è ripreso in una bara, la faccia bianca da morto e i denti gialli, mentre viene condotto al cimitero in processione. In “Stop whispering” è vestito di bianco, urla e si dibatte stretto tra due mura, mentre scorrono le immagini di un uomo che a fatica si infila in una tuta da palombaro. Di “High and dry” sono presenti due versioni: quella per il mercato inglese, in cui i Radiohead suonano in un paesaggio desertico; e quella per il mercato americano, in cui entrano in una tavola calda, dove vengono a compimento i destini di due rapinatori e di un losco uomo d’affari. In “Fake plastic trees”, tra i video più belli, Thom Yorke e la sua band sono dentro dei carrelli della spesa in movimento, in un supermercato i cui scaffali sono riempiti di vasetti colorati, mentre vengono mostrati acquirenti così strambi da apparire tragici. In “Just”, un uomo si sdraia in mezzo alla strada, un altro inciampa nelle sue gambe quindi inveisce contro di lui: vuole sapere che ci fa a terra, che problema ha. Laltro chiede di essere lasciato in pace ma presto una folla di curiosi lo circonda. Tutti vogliono sapere di che male soffre, e quando questi, esausto, glielo dice, provoca una strage. “Street spirit (fade out)” è il video visivamente più affascinante; avvalendosi di una sofisticata tecnica di ralenty e accelerazioni riprende salti, corse e voli di libellule; mostrando immagini oniriche che si prestano a diverse interpretazioni. “Paranoid android” è un cartone animato, che racconta di due amici, uno dei due particolarmente sfigato e triste (da notare la R che ha stampata sul cappellino), che viene salvato da un angelo accorso in elicottero. In “Karma police” Thom Yorke è seduto sul sedile posteriore di un’auto che rincorre un uomo; quando questi, sfinito, si ferma, l’auto fa retromarcia per prendere la rincorsa e investirlo; dalla scia che ha lasciato sull’asfalto l’uomo si accorge che perde benzina, così le dà fuoco con un fiammifero, ma il cantante non c’è più. “No surprises” mostra il leader dei Radiohead in primo piano, che canta intrappolato in quello che sembra essere il casco di un astronauta, sul cui vetro scorrono le parole della canzone; a un certo punto il casco si riempie d’acqua così il cantante è costretto a trattenere il respiro, per poi riprendere a cantare quando il casco si svuota. Più ironici “Knives out”, dove Yorke è alle prese con le pene d’amore, in una sala operatoria dove i dottori giocano all’“Allegro chirurgo” con la sua fidanzata, mentre su un televisore scorrono le immagini di un loro litigio. E “There there”, dove si addentra in un bosco dove gli animali vivono come gli esseri umani, per rubare un soprabito e un paio di scarpe dai poteri straordinari, ma viene scoperto e inseguito da un gruppo di corvi; nella fuga perde le scarpe e si tramuta in un albero.


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