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Quinto
comandamento
di Luca Masini
a cura di Gennaro Chierchia
La
storia ruota intorno a un rapimento, a cui partecipano vari individui,
ciascuno per un proprio tornaconto. Il filo che condurrà alle indagini, e
quindi alla soluzione del caso, parte dall’uccisione
di una ragazza coinvolta nel rapimento. Parallelamente si narra una brutta
storia di sevizie ai danni di ragazze e ragazzi per mano di una persona
insospettabile. Il caso verrà risolto da un’ispettrice e da un commissario
di polizia, col supporto di un poliziotto in pensione, a cui però sarà
destinata un’amara fine. Il romanzo sorprende per l’inventiva e per la
velocità del racconto, grazie soprattutto alla predilezione dell’autore nei
confronti del dialogo (che caratterizza la narrazione) a scapito del
discorso indiretto, e all’utilizzo dell’indicativo presente. La trama è ben
congegnata e diluita nella storia; la scoperta del colpevole conservata fino
all’ultimo come deve accadere in ogni giallo che si rispetti. Tuttavia si
avverte la mancanza del tocco di personalità, del punto di vista d’autore,
che avrebbe reso più appetitoso il romanzo. La prosa infatti risulta essere
troppo meccanica, seppure perfetta come il meccanismo di un orologio, il
che, considerando anche le non poche pagine del libro, alla lunga crea una
sensazione di ripetitività.
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