Premiata
Forneria Marconi 1971-2006: 35 anni di rock immaginifico
di Donato
Zoppo
a
cura di Enrico Pietrangeli
Il
libro di Zoppo, per sancire l’essenza emanata dalla PFM, non resiste alla
tentazione di aprire il “Tutto” avvalendosi di un esergo di Rumi. C’è una
“rosa” che “narra” e, con un disinvolto approccio giornalistico, sviluppa un
armonioso trattato sul gruppo ripercorrendone l’intera carriera. Capitoli
imperniati sulla discografia e linguaggio articolato, dove seguendo criteri
perlopiù comparativi trapelano ampi scorci sulle condizioni sociali e le
panoramiche musicali che hanno contraddistinto i tempi. Largo uso d’inserti
e aneddoti, comunque ben disposti, euritmici; c’è qualche ridondanza, ma
riguarda solo le introduzioni. Si parte dal primo raduno beat del ’66,
quello organizzato da Miki Del Prete a Milano e che, accanto a Giganti,
Ribelli ed i più singolari New Dada, annovera anche la cover band di Quelli.
Siamo lontani da altri esordi, quelli psichedelico-melodici de Le Orme di Ad
Gloriam o quelli più sperimentali e colti de Le Stelle di Mario Schifano, ma
la strada dei rimaneggiamenti traccerà veri e propri gioielli addentrandosi
nell’era progressiva: 21st Century Schizoid Man è un meno noto
tassello della bravura e coesione strumentale di cui è capace la PFM (sigla
tenuta a battesimo da Lake e Sinfield). Impressioni di Settembre sarà
l’indelebile motivo di traino per tutto il progressive italiano,
caratterizzata dal ritornello del moog e già pronta a sbirciare oltre i
naturali confini per poi reincarnarsi in The world became the world.
Sì, perché la PFM, prima di tutto, è italianità approdata altrove, in un
mercato che, soprattutto negli anni Settanta, era invaso da produzioni
anglo-americane. Sarà proprio quando Le Orme tenteranno la strada del
mercato inglese con Peter Hammill che i testi della PFM incontreranno
Sinfield. Mentre Pagani farà da collante alle realtà di movimento e
relativi festival (Parco Lambro etc.), il gruppo si barcamenerà tra Mamone,
tentazioni americane e l’imperversante contestazione. Logiche di mercato, da
quanto si evince, mietono la prima vittima: Piazza viene rimpiazzato da
Djivas al basso, più adatto al ruolo per un pubblico d’oltreoceano. La
stagione dei concerti americani avrà il suo apice con la stampa di Cook,
un live per il mercato internazionale nella già consolidata egida della
Manticore. Chocolate’s Kings, l’album successivo che introduce
Lanzetti, è, probabilmente, l’optimum, frutto di omogeneità e grande
maturazione. Risente, tuttavia, del vento che soffia, a partire dai testi,
sì impegnati da riportare consensi verso l’imminente ’77 ma, forse, non del
tutto digeribili altrove. Uscirà negli States illustrato con una barra di
cioccolato avvolta nella bandiera a stelle e strisce. Sinfield, nonostante
una certa propensione a “sinistra”, stenta a comprendere. Ma “la goccia che
fa traboccare il vaso” col mercato statunitense giunge nel ’76, quando la
PFM prenderà parte ad un concerto organizzato a Roma per conto dell’OLP. Con
Jet Lag si apre al jazz rock, poi la formazione chiude il decennio
consegnandosi agli anni Ottanta nell’inevitabile decadenza dovuta
all’impatto con tutt’altra epoca e nuove tendenze. Tuttavia, prima di
segnare il passo coi nuovi tempi, la PFM realizzerà un altro memorabile
live, lo farà girando la sola peninsula con Fabrizio De André.
Personalmente rinnegherò il gruppo fin dai tempi di Suonare Suonare,
ma Zoppo tira dritto, tra ritratti e sincretismi, fino all’epilogo di
Miss Baker: praticamente estraneo alle origini. Gli anni Novanta e una
rinnovata voglia di spaziare, portata avanti anche attraverso l’uso del
digitale, desteranno ulteriori attenzioni verso il filone progressivo.
Ulisse cercherà, a partire dal tema del viaggio, di ripercorrere strade
perdute. Lo farà attraverso la collaborazione dei testi di Incenzo, autore
anche di Dracula. Quest’ultimo è il coronamento di un sogno, quello
di realizzare un’opera rock, decisamente pretenzioso e dove compare anche
Ricky Tognazzi, mentre Serendipity, più proteso verso le sonorità del
nuovo millennio, vedrà, tra gli altri, un’intraprendente Fernanda Pivano
inserita nel progetto. |