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Postmortem
di Patricia Cornwell
a cura di Gennaro Chierchia
La
particolarità di questo thriller è il fatto che, a condurre le indagini sul
serial-killer responsabile degli omicidi nella cittadina di Richmond, non è un
detective ma una donna che di mestiere fa il medico legale, cioè colui che
compie le autopsie.
Il punto di vista
femminile in una storia così crudele (l’assassino architetta un complicato gioco
di corde per far sì che le donne, muovendosi, si strangolino da sole) rende
questo romanzo atipico nel suo genere.
Infatti, tra un
omicidio e l’altro compaiono alcuni stralci poetici (vedi la sensibilità con cui
Kay lavora sui cadaveri, il suo rapporto con la nipotina, le sue riflessioni sul
collega di lavoro gay) altrimenti irrintracciabili in un romanzo narrato da una
voce maschile.
Non mi ha convinto
del tutto. |