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Per grazia
ricevuta
di Valeria
Parrella
a cura di
Gennaro Chierchia
Il
secondo lavoro di Valeria Parrella dopo il sopravvalutato “Mosca più balena”
è un gran bel libro e mi ha fatto ricredere sulla bravura della scrittrice
partenopea; soprattutto la Parrella è riuscita nel non facile compito di
confezionare un libro (di racconti come il primo tra l’altro) superiore
all’opera prima anzi, di gran lunga superiore. Qui ci sono solo quattro
storie distribuite in cento pagine ed è proprio la maggiore lunghezza di
ciascuna di esse che le rende già di per sé migliori, poiché ho già avuto
modo di sottolineare quanto l’autrice dia il meglio di sé in storie che non
sono confinate in poche pagine. I quattro racconti qui presenti sono
compatti, formano un unicum piacevole e sono tutti ben scritti ispirati e
intensi. Rispetto alla raccolta precedente le storie sono tutte belle e
affrontano temi maturi e sono lontanissime dal bozzettismo di certi
personaggi tipicamente napoletani, come quello di Guappatella, che tanto mi
ha fatto storcere il naso. Non ci sono cadute di tono né di stile, non ci
sono storie noiose. Se la Parrella continuerà a scrivere libri di racconti
di questo livello allora farà bene a non abbandonare la strada delle short
story. Un doppio plauso dunque a questa scrittrice che non si è seduta sugli
allori del primo libro e ha partorito (stavolta sì) un capolavoro. |