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Non per soldi... ma per amore di Cameron Crowe
Lloyd e Diane sono due giovani americani appena diplomati. Il primo è un bravo ragazzo senza nessun progetto per il futuro, a parte la passione per la kickboxing. La seconda è una ragazza fin troppo intelligente e bella, che ha vinto una prestigiosa borsa di studio che le permetterà di andare a studiare in Inghilterra. Quasi per scommessa Lloyd telefona a Diane senza conoscerla; questa, divertita dal modo di porsi strambo del ragazzo, accetta il suo invito a uscire. Fra i due scocca subito una profonda simpatia, che ben presto si tramuta in amore. Diane è particolarmente presa; infatti non ha mai avuto accanto a sé un ragazzo che l’abbia fatta divertire e sentire sicura al tempo stesso. Ma suo padre non vede di buon occhio la loro relazione, da quando ha capito che Lloyd non sarà mai all’altezza della figlia. Film tutt’altro che scontato, nonostante abbia un famigerato precedente in “Cocktail”, interpretato niente di meno che da Tom Cruise. Qui invece c’è un giovanissimo e sbarbato John Cusack, che ricorda molto il personaggio che impersonerà anni dopo in “Alta fedeltà”, tratto dal romanzo omonimo dello scrittore inglese Nick Hornby. La sua performance è riuscita, con delle trovate geniali (si veda il tic delle spalle), che giocano molto sulla fisicità; Cusack si muove sulla scena agile come una piuma tanto da sembrare essere fatto di gomma. La coprotagonista, la bella Ione Skye (che fine ha fatto?) è perfetta nella parte della classica brava ragazza, studiosa e preparata, e dà al personaggio il giusto tocco di ingenuità (si veda la scena in cui le viene sbattuta in faccia la verità sul conto di suo padre). Ma il vero gigione, nel senso positivo del termine, è John Mahoney, nella parte del papà. Ha una mimica irresistibile, capace di passare con la stessa intensità da uno stato d’animo gioioso a uno collerico senza colpo perdere. Bravissimo. Il film nasce da un racconto di 90 pagine del regista Cameron Crowe (quello di “Jerry Maguire”), poi trasformata da lui stesso in sceneggiatura. Crowe è attento e ispirato; molte le sequenze da tenere a mente, come quando Lloyd e Diane fanno l’amore in macchina, o quando Lloyd, scaricato da Diane, la raggiunge sotto casa e le fa ascoltare la loro canzone reggendo la radio al di sopra della testa in una sorta di serenata moderna. |