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Ninna nanna
di Chuck Palahniuk
a cura di Gennaro Chierchia
Il
riferimento da parte del sottoscritto a “Il nome della rosa” di Umberto Eco è
scontato, dato che anche in “Ninna nanna” al centro dell’avventura che vede
coinvolto il giornalista Carl Streator, c’è un libro maledetto, il grimoire. In
questo libro, tra i tanti incantesimi, tra cui quello di entrare nei corpi degli
altri e prenderne il controllo all’insaputa del “legittimo” proprietario, c’è
una filastrocca per bambini intitolata “Canto della dolce morte”, capace di
arrecare la morte agli esseri umani solo pronunciandola a voce alta o
recitandola col pensiero. Questa filastrocca, inserita nel libro “Poesie e
filastrocche da tutto il mondo”, sta facendo letteralmente strage di innocenti,
inclusa la moglie e la figlioletta di Carl, a cui questi l’ha incolpevolmente
recitata. Carl, affiancato dall’immobiliarista in cerca di case stregate Helen
Hoover Boyle, della sua segretaria con velleità di strega Mona e del suo
fidanzato fanatico ambientalista Ostrica, si mette alla ricerca di tutte le
copie del libro per distruggerle e arrestare l’escalation di morte. Ma bisogna
anche scovare il grimoire, il libro maledetto su cui il “Canto della dolce
morte” è apparso per la prima volta. Più che in “Fight Club”, qui la morte
aleggia ovunque e basta un nonnulla perché avvenga; basta recitare una
filastrocca per bambini e le persone ruotano gli occhi in alto e cadono a terra
in tre tempi: culo, schiena e testa, per dirla con le parole del romanzo. Il
“moralista” Palahniuk stavolta se la prende con la paura del silenzio, col fatto
che l’uomo moderno non riesce proprio a stare senza i famigerati “mezzi di
comunicazione di massa”, ovvero radio, televisione, telefono e via discorrendo.
Lo scrittore immagina perciò che una cosa innocente come una ninna nanna sia una
spietata macchina di morte; una sorta di legge del contrappasso, ma da scontare
in vita. Libro più ironico di “Fight Club”, ironia dovuta, per stemperare la
gran quantità di morte presente nella storia. Con delle trovate geniali come
l’anticipazione del finale nei capitoli in cui compare il poliziotto
impossessato dallo spirito di Helen. |