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Nessuno lo saprà. Viaggio a piedi dall’Argentario al Conero

di Ernico Brizzi

a cura di Gennaro Chierchia

 

Stavolta Brizzi ha indossato calzoncini corti e scarpe con la suola a carro armato e, zaino in spalla, ha percorso il Paese da un mare all’altro, partendo da Orbetello in Toscana e approdando a Portonovo nelle Marche. Il motivo? Lasciare l’ex ripostiglio ora studio per il suo lavoro di scrittore a tempo pieno per staccare la spina, prendersi una vacanza in solitaria dal lavoro e dalla famiglia. In realtà Brizzi non ha viaggiato da solo: prima con il fratello, poi con il Vietnamita e Galerio a cui si è aggiunto in dirittura d’arrivo Leo. Un Brizzi maturo, che si sofferma sulla natura e i paesaggi che di volta in volta si affacciano alla sua vista avida di particolari, che meticolosamente butta giù su carta, e uno si domanda come abbia fatto a registrarli tutti così bene. Un romanzo senza dubbio sentito, essendo lo scrittore un ex boy-scout, che infatti vi ripropone le tecniche di orientamento e di pernottamento all’aria aperta cari all’associazione giovanile fondata da Baden Powell. Un viaggio che è anche un ritorno a casa, dove l’aspettano la moglie e il figlio piccolo; un viaggio per dimostrare a se stessi che nonostante si sia cresciuti e si sia divenuti padri di famiglia c’è ancora possibilità di colpi di testa, di trovare spazio per se stessi e per i propri sogni.


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