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Marguerite che brucia

di Elisabeth Inness-Brown

a cura di Serena Pisaneschi

 

Esistono alcuni libri che cominciano a raccontarti una storia un po’ in sordina, poi però, mano a mano che sfogli le pagine, sprigionano il potere di coinvolgerti completamente. Sono i più belli da leggere perché capaci di sorprenderti e meravigliarti con profondità totalmente inattese, con una maestria di parole e familiarità in cui assapori lentamente il piacere di perderti dentro, e questo è anche il caso del romanzo della Inness-Brown.

La scrittrice narra le vicende di una donna forte e caparbia e di un ragazzo cresciuto tra le braccia delle sue amorevoli cure, navigando sapientemente in un alternarsi di passato e presente, di ricordi e attualità. Il paesaggio è freddo, tremendamente invernale e così ben descritto da dare quasi l’impressione di sentire l’aria gelida che pizzica le guance, ed i sentimenti sono così vividi da costringere chi legge a pensare con il cuore dei protagonisti. Marguerite incarna un personaggio apparentemente distaccato ed egoista, interessata solamente alla sua solitudine ed al suo giardino di fiori, ma segretamente coltiva un affetto profondo per James Jack, il ragazzino a cui bada ogni tanto, un amore immenso e sconfinato che però tiene ben nascosto dentro di sé. Questo legame così forte tra lei ed il bambino diventerà indissolubile il giorno in cui il piccolo James Jack perde i genitori in un brutto incidente sul lago, quando riesce a strapparne la custodia ad una lontana parente comprandola con il potere che il denaro ha sulle vite aggrovigliate dai debiti. Così James Jack e Marguerite crescono insieme, lei le fa da madre e lui prende le parti del figlio che non ha mai potuto avere. Una vita passata insieme, due esistenze legate a doppio filo. Ma Marguerite ha una storia da raccontare, trascorsi difficili ed entusiasmanti che dipingono epoche ed attualità. Ed è qui che risiede tutta la maestria della scrittrice, nell’avvicendare il presente con il passato in un monologo interiore che Marguerite sogna in punto di morte, raccontandoci chi sia in realtà e cosa abbia vissuto, e la vita di James Jack, che trova il corpo senza vita della sua amata Tante immerso nel gelo della notte e della neve. Da qui iniziano le vicende di un uomo di poche parole, un ragazzo poco più che trentenne che ha sempre messo la sua tata davanti a tutto, al suo domani ed al suo futuro in un’altra città. Affiancato da un amore strano e complicato, vissuto con una donna infelice ed in fuga dal marito, decide di nascondere allo sceriffo la scomparsa di Marguerite e di regalarle quell’addio che lei aveva sempre detto di volere, seguendo una verità secondo cui il fumo è l’anima dell’albero, e il fuoco la libera. Così James Jack la erge su una pila e lascia che le fiamme liberino la sua anima con i colori variopinti dei suoi amati fiori, in modo che possa salire bianca verso le stelle.

“Marguerite che brucia” è un romanzo che consiglio a tutti, struggente in alcuni punti e decisamente trascinante in ogni sua pagina. C’è poco dialogo ed è molto essenziale, ma la Inness-Brown riesce a creare una scrittura leggera e veloce, pur mantenendo un livello di profondità dei protagonisti tale da non lasciare spazio ad interrogativi. È un bel libro, uno di quelli che non smetteresti mai di sfogliare, uno di quelli che ti portano a rileggere più volte l’ultimo paragrafo e che ti fanno amareggiare per l’insufficienza delle sue pagine.


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