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La freccia nera

di Robert Louis Stevenson

a cura di Serena Pisaneschi

 

Sono sicura che ognuno di noi, amanti della lettura, conserva nel cuore un posticino speciale per il libro colpevole di averlo catapultato nel fantastico universo della narrativa, quel libro grazie al quale è nato lo sconfinato amore per la letteratura. Per quanto mi riguarda io devo ringraziare la mia professoressa di lettere delle scuole medie che, nella sua sconfinata saggezza, assegnò alla classe la lettura di uno dei più bei libri per ragazzi mai scritti: “La freccia nera”, appunto.

Stavolta non vi parlerò di un libro “da adulti”, ma di uno di quei romanzi storici che devono entrare a far parte del bagaglio culturale di ogni studente, un racconto estremamente emozionante e ricco di tutti quegli elementi che alimentano la fantasia di ogni giovane mente. Avventura, mistero, eroi, eroine, amore, forza, orgoglio, coraggio, romanticismo e mille altri elementi impreziosiscono questa novella, rendendola unica ed indimenticabile al cuore di chi l’ha amata come ho fatto io.

La storia è ambientata nella seconda metà del quindicesimo secolo, in Inghilterra, esattamente nel bel mezzo del conflitto intrapreso tra York e Lancaster per contendersi il trono lasciato da Enrico VI dopo la Guerra dei Cento Anni. Queste vicende belliche fanno da cornice ai mutamenti d’amore e d’avventura che si trovano ad affrontare Dick Shelton e Joanna, all’inizio sconosciuti promessi sposi, poi innamorati contrastati dagli eventi. Joanna, giovane ragazza che non ne vuol sapere di sposarsi per affari, si traveste da uomo per sfuggire alle nozze, incontrando sul proprio cammino niente meno che il suo promesso sposo Dick. Insieme fronteggeranno varie peripezie, agguati, scontri e fughe, l’uno scoprendo il doppiogiochismo di Sir Daniel, suo tutore, e l’altra cominciando a provare sinceri sentimenti per il ragazzo a cui sta nascondendo la propria identità. I due si divideranno e riuniranno varie volte, Dick scoprirà che John è in realtà una splendida fanciulla e capirà di amarla e Joanna verrà promessa ad un altro uomo, ma alla fine, come è giusto che sia in ogni favola, i buoni vincono e l’amore trionfa.

Forse “La freccia nera” non è proprio il tipo di romanzo che scala le classifiche di vendita diventando un best seller, ma è un racconto tanto semplice quanto ricco. La variegata miscellanea di personaggi, le gesta eroiche e la lineare spiegazione degli avvenimenti dell’epoca fanno sì che ci si possa veramente appassionare alle sue vicende. Stevenson è celebre per i suoi viaggi di fantasia, da “L’isola del tesoro” a “Lo strano caso del dottor Jekyll e Mr. Hyde” ha saputo fomentare il desiderio di avventura di ogni lettore che si trovasse a perdersi nelle sue storie. Certamente è un libro per ragazzi, uno dei testi scolastici più letti al mondo, ma sono più che convinta che, ogni tanto, farebbe bene anche a noi adulti tornare bambini rivivendo gesta di cavalieri e pirati. E poi, diciamocela tutta, ci dev’essere pure un motivo se i romanzi di Stevenson sono alcuni dei più letti dalla fine del diciannovesimo secolo, no? Quindi buona lettura, e state tranquilli: non interrogo!


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