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La condanna
del sangue. La primavera del commissario Ricciardi
di Maurizio de
Giovanni
a cura di
Gennaro Chierchia
Seconda avventura del commissario Luigi Alfredo Ricciardi dopo “Il senso del
dolore. L’inverno del commissario Ricciardi”, personaggio nato dalla penna
del partenopeo Maurizio de Giovanni, pubblicata da Fandango Libri, che
prevede l’uscita di altri due episodi. Stavolta il commissario che opera nel
ventennio fascista e “che vede i morti” deve scoprire chi ha ucciso Carmela
Calise, cartomante e usuraia. L’indagine sarà tutt’altro che semplice visto
e considerato che molti erano i suoi clienti, sia per l’una che per l’altra
attività della vecchia. Il romanzo è un noir atipico, perché se da un lato
rispetta i canoni del genere presentando un commissario taciturno e schivo
sulle cui spalle grava il peso della condanna della visione perenne della
morte, dall’altro se ne discosta concentrandosi soprattutto sugli aspetti
umani, sui personaggi e i loro guai, su un periodo storico governato da un
regime politico che metteva a tacere qualunque oppositore. Un romanzo
corale, in cui Ricciardi e il suo fido Maione, si muovono interagendo con
persone spesso di bassa estrazione sociale, che tendono a nascondere la
verità al potere costituito e di conseguenza ostacolandone l’attività
investigativa. La storia si fa leggere con velocità e sempre più si ha la
sensazione di non essere in presenza di un noir; il finale è articolato e
presenta un colpo di scena. |