Ipse scripsit

http://www.gcwriter.com

 

Lumiltà nello scrittore

di Gennaro Chierchia

 

Secondo me un bravo scrittore deve anzitutto essere una persona umile. Nel senso che non se la deve tirare ma sapere quando è il momento di fare un passo indietro e ammettere: «Ho sbagliato». È una mia impressione ma credo che molti scrittori (e con questo includo anche gli esordienti) non siano persone umili. Il fatto che si scriva, che si crei, non rende per forza degli uomini migliori. Io credo che la scrittura sia qualcosa di molto profondo, che abbisogna del massimo rispetto di chi la pratica. Bisogna chiedersi se è giusto scrivere questo piuttosto che quello, bisogna mettersi nei panni dei lettori, bisogna dirsi la verità. Credo che fare arte sia continuo rinnovamento, sia novità. La ricerca delle cosiddette “voci nuove” consiste in questo, cioè nello scovare artisti che sappiano raccontare/raccontarsi in maniera nuova, in un modo che mai si è visto prima. La prima operazione che uno scrittore dovrebbe fare prima di accingersi a “creare” sarebbe chiedersi: «Scriverò qualcosa che non si è mai letto prima? Scriverò qualcosa di interessante? Sarò unico?». Lo stile. È importante averne uno, è fondamentale non scimmiottare gli altri. Essere se stessi, o sforzarsi di esserlo. Spesso si cerca negli altri ciò che si ha dentro. Spesso non ci si rende conto della ricchezza che già si possiede. Uno scrittore può essere tante cose ma non deve essere cieco. Non può non vedere o far finta di niente. Bisogna che si dica la verità, che, giudicando la propria scrittura, si indigni. Chi deve gioire del suo lavoro non è lui ma chi legge. Uno scrittore non è mai soddisfatto della propria opera. Mi viene in mente quello che disse Andrea De Carlo quando gli chiesero se rileggeva mai i suoi libri, lui rispose di no, altrimenti sarebbe tentato di riscriverli. Credo che questo atteggiamento si leghi a doppio filo con un principio assoluto, e cioè che non esiste la perfezione. Ogni artista tende alla perfezione ma, siccome non la può ottenere (chi ha il metro di giudizio per decretare cosa sia la perfezione?), egli deve essere necessariamente insoddisfatto.


 Stampa questa pagina

 Segnala questa pagina a un amico