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L’elenco telefonico di Atlantide

di Tullio Avoledo

a cura di Gennaro Chierchia

 

Giulio Rovedo è il legale di una banca. È sposato ed ha un figlio ma il suo matrimonio è un disastro. Odia i suoi superiori, i colleghi di lavoro, gli immigrati e i politici. Dopo che la moglie ha scoperto che si è scopato la responsabile del personale viene sbattuto fuori di casa. Come se non bastasse perde il lavoro. Frattanto è stato coinvolto in una storia che ha a che fare con l’antico Egitto, l’Arca dell’Alleanza, i nazisti e una fontana miracolosa. Debitore de “Il pendolo di Foucault” di Umberto Eco questo romanzo si legge con piacere. Merito soprattutto dell’ironia dell’autore. Non ci sono tempi morti, tutti i personaggi sono cinici e spregiudicati e i dialoghi sono ben costruiti. Il finale ammicca a certi titoli cinematografici: “The others” di Alejandro Amenàbar e “Il sesto senso” di M. Night Shyamalan.


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