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Intensity
di Dean Koontz
a cura di Serena Pisaneschi
Se
amate il genere thriller, questo è un romanzo che fa per voi. Koontz è
riuscito a creare una trama eccezionale, ogni pagina trasporta e trascina
all’interno di un vortice denso di suspance e tensione. Leggendo la sua
storia non si può far a meno di venire intrappolati dalla profondità
descrittiva e estremamente coinvolgente che ci regala l’autore.
Chyna, una
ragazza di ventisei anni con un passato ricco di brutti episodi familiari,
viene invitata da un’amica a passare il fine settimana a casa dei suoi. La
serata trascorre tranquilla, una bella cena, due chiacchiere ed una
passeggiata nel vigneto, poi arriva la notte, e con la notte l’orrore. Chyna
non riesce a dormire, se ne sta seduta vestita di tutto punto su una
poltroncina, intenta ad osservare il buio, quando sente un grido.
Incuriosita si alza e si avvicina alla porta senza fare rumore, ma è
immediatamente costretta a nascondersi sotto il letto. Entra qualcuno,
qualcuno che non appartiene ai Templeton, la famiglia che la ospita,
qualcuno di estraneo. Lei riesce a vedere solo gli stivali neri, trattenendo
il respiro nel momento esatto in cui vede cadere grosse gocce di sangue
sulla moquette. Per lunghissimi minuti attende in silenzio che l’uomo esca
dalla sua stanza, poi riemerge dal suo rifugio e si decide a visitare il
resto della casa. Giocando a nascondino con l’intruso raggiunge la camera di
Paul e Sarah Templeton, ma vede solo sangue e distruzione dappertutto,
trovandoli uccisi da una mente distorta. Facendosi coraggio poi cerca la sua
amica, Laura è sdraiata sul letto della sua camera ammanettata mani e piedi,
ancora viva ma vittima delle violenze sessuali del suo carnefice. Quel truce
assassino ha sterminato tutta la sua famiglia, i genitori ed il fratello con
la moglie, ed ora lei è l’unica ancora viva. Chyna cerca di rassicurarla
mentre Laura le chiede di andarsene e salvarsi, ma lei le accarezza i
capelli salutandola prima di andare a cercare un’arma. Trova solo un
coltello ed è intenzionatissima ad usarlo, la sua unica arma contro un uomo
tanto crudele, e mentre sale le scale per tornare da Laura scopre che
l’assassino l’ha portata nel suo camper come un trofeo. Chyna li segue e
s’intrufola nel camper, trovando la sua amica ormai priva di vita e restando
a sua volta intrappolata nel momento esatto in cui il mostro che ha
sterminato i suoi amici avvia il motore e si allontana da quella casa.
Durante il viaggio Vess, questo è il nome dell’assassino, si ferma ad una
stazione di servizio facendo un’altra strage d’innocenti, Chyna assiste a
tutto e viene a conoscenza del fatto che Vess tiene segregata in cantina da
più di un anno una ragazza di nome Ariel. Mossa dal desiderio di salvarla,
Chyna decide di continuare a seguire quel carnefice, che però la scopre e la
fa prigioniera. “Chyna Shepherd, inviolata e viva” è la frase che lei
continua a ripetersi durante la battaglia di confessioni e prigionie che
ingaggia con Vess, durante i tentativi di liberarsi e liberare la piccola
Ariel.
Non voglio
rivelarvi altro della trama, non voglio mettervi al corrente dei particolari
che avrete il piacere di scoprire e gustare durante la lettura. Dean Koontz
è riuscito a creare dei personaggi profondamente reali, la pazzia e la mania
d’onnipotenza di Vess sembrano quasi essere tangibili. È un romanzo che
tiene incollati alla poltrona, uno di quelli con non lasciano mai distrarre
gli occhi. Per gli amanti del genere è una vera perla, per tutti gli altri
un’occasione per scoprire un autore d’indescrivibile talento. |