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incastRIMEtrici
di AA. VV.
a cura di Andrea Scarabelli
Ecco un esperimento davvero alternativo e ambizioso nel panorama culturale
italiano: un’antologia comprendente ben 41 autori, divisi in due categorie:
poeti performativi e rappers.
La spiegazione di una scelta così singolare si trova nella prefazione. “A
cosa serve la poesia? Qual è l’utilità dell’arte degli incastri metrici
nella contemporaneità? In che direzione va la nuova poesia? Dov’è la poesia
del terzo millennio?”, questo si chiedono i curatori, Paolo Ornaghi e Marco
Borroni, partendo alla ricerca di una nuova poesia che sia prima di tutto
azione, performance, all’insegna della contaminazione di stili e sensibilità
diverse tra loro. Questa nuova poesia, secondo loro, non potrebbe che essere
una fusione, il cui risultato finale sia superiore alla semplice somma dei
suoi elementi costitutivi.
Questa ricerca si è catalizzata attorno a due poli, quello della poesia
performativa e quello del rap italiano, visti non come due estremi che non
si toccano ma anzi come forme espressive la cui vicinanza sta risultando
evidente più che mai in questi ultimi tempi. Questa antologia raccoglie i
frutti della ricerca tra le sue quasi quattrocento pagine ben diciassette
poeti e ventiquattro rappers, spaziando tra artisti affermati ed emergenti.
Nel “Lato A” di questa antologia troviamo il mondo della slam poetry e dei
nuovi poeti girovaghi sempre pronti a confrontarsi col proprio pubblico in
un rapporto di reciproco scambio. Questa scena variegata è qui rappresentata
da poeti affermati come Biagio Cepollaro, Nicola Frangione, Lello Voce, da
esponenti della scena underground come Vincenzo Costantino Chinaski, Icaro
Ravasi, Guido Catalano, insieme a molti altri.
Il “Lato B” è invece dedicato alle forme espressive provenienti dalla
strada, dalla cultura hip hop, alla pluralità di voci espressive che
spaziano dalla musica alle arti visive, fino ad arrivare, si sostiene qui
con convinzione, alla poesia. Ecco in che ottica vengono proposte liriche di
rappers come Club Dogo, Colle der Fomento, Cor Veleno, Bassi Maestro, Esa,
Turi e molti altri.
incastRIMEtrici ha il merito di indagare oltre la superficie del
fenomeno, in un momento in cui l’attenzione mediatica è puntata sul panorama
hip hop italiano ma spesso lo liquida sbrigativamente come moda, senza
soffermarsi ad indagare le reali urgenze espressive e le potenzialità che
hanno portato alla ribalta questa forma culturale.
Il risultato è buono, la ricerca compiuta in modo accorto, e il libro riesce
ad essere stimolante non solo per gli appassionati delle due scene
specifiche, ma soprattutto per tutti i curiosi disposti a dare un’occhiata
più da vicino a quella che è forse il fenomeno più vivace di questi
ultimissimi tempi. |