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I quarantanove racconti

di Ernest Hemingway

a cura di Gennaro Chierchia

 

La caccia, la guerra, la corrida, l’amore, il pugilato, il cibo, le sbronze, l’amicizia… in questa magnifica raccolta di racconti ci sono tutte le tematiche care al grande scrittore americano.

Ernest Hemingway ha sempre mischiato la realtà con la finzione regalando al lettore testimonianze dure e consapevoli. Leggendo questi racconti, così vari per tematiche e per stile, a volte sfiorando il teatro (si veda il racconto “Oggi è venerdì”) il lettore ha un’ampia panoramica di ciò che il mondo offre, in positivo ed in negativo. Ma in tutti, Hemingway dosa una sapiente ironia, capace di smorzare le vicende più dolorose, la guerra sopra tutto.

Quella guerra che Hemingway ha patito (fu ferito a Fossalta del Piave durante la prima guerra mondiale) e che lo ha segnato in modo indelebile. “In un altro paese” racconta della convalescenza dei mutilati, “Come non sarai mai” di un soldato ferito alla testa che non è più quello di prima, “Una storia naturale dei defunti” del modo in cui gli uomini e i muli e i cavalli muoiono sul campo di battaglia, “Una semplice domanda” di un maggiore che riserva particolari attenzioni al proprio attendente.

Nella sua amata Africa Hemingway ambienta il primo racconto della raccolta, “La breve vita felice di Francis Macomber”, in cui narra di un uomo tradito dalla propria moglie che cerca di riscattarsi con la caccia e “Le nevi del Kilimangiaro”, in cui un uomo in punto di morte riflette sulla propria vita. Nel primo Hemingway riesce perfino ad immedesimarsi nel leone nel momento in cui viene cacciato: trattasi di vero virtuosismo letterario.

Spiccano per delicatezza “Il mio vecchio”, molto probabilmente ispirato dal padre dello scrittore, “Gatto sotto la pioggia” in cui una donna desidera possedere un gatto randagio, “Colline come elefanti bianchi” in cui una coppia di fidanzati deve superare un momento difficile e “Vecchio al ponte”, in cui l’unica cosa che importa al vecchio protagonista è curarsi delle proprie bestie, mentre intorno a sé incombe la guerra e, ancora, la protagonista di “Metamorfosi marina”, che tradisce il fidanzato con una… donna.

Al mondo del pugilato Hemingway dedica due bei racconti: “Il lottatore” dove Nick Adams (alter ego dello scrittore) incontra un ex pugile suonato e “Cinquanta bigliettoni”, in cui un pugile è costretto a disputare un incontro truccato. Molto bello il noir “I sicari” dove due killer entrano in un locale per ammazzare un uomo ma non tutto va come previsto.

Alla Spagna e al mondo delle corride Hemingway dedica “La capitale del mondo”, in cui due camerieri giocano a fare i toreri e uno di essi ci lascia la pelle e “L’invitto”, in cui un torero in declino disputa una corrida mettendoci tutto se stesso e rischiando di farsi ammazzare.

Hemingway va letto perché racconta la vita e nulla più.


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