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Gomorra
di Roberto Saviano/Matteo Garrone
a cura di Gennaro Chierchia
Impossibile
parlare del film di Matteo Garrone senza tenere conto del romanzo/saggio che
lo ha ispirato. Il film di Garrone risente della necessità di raccontare
delle storie, che funzionino sul grande schermo, e perciò non può essere
fedele allo spirito che ha animato il libro di Roberto Saviano. Questi
infatti ha messo giù una miriade di dati e di fatti, ha attinto a piene mani
da atti giudiziari, da fatti di cronaca; ha rischiato sulla propria pelle
per ottenere informazioni di prima mano, da cronista puro. L’abilità di
Saviano è stata quella di avere divulgato in maniera comprensiva e
appetibile al grande pubblico, evidenziando soprattutto gli aspetti
insoliti, il fenomeno della camorra. Ciò ha scaturito l’interesse sia dei
giovani che degli adulti. Saviano non si è fermato alla forma del saggio ma
la ha contaminata col romanzo, costruendo episodi raccontati anche in prima
persona, al fine di non annoiare il lettore, ma di renderlo attento e
partecipe. Nel film di Garrone manca l’aspetto divulgativo, la parte
saggistica presente nel libro di Saviano, e ciò per ovvi motivi legati alla
necessità di avere un intreccio semplice ma che allo stesso tempo tocchi
quante più tematiche affrontate nel
libro.
Nonostante il mancato approfondimento della materia trattata, il film di
Garrone è in ogni caso una pellicola ispirata e bella visivamente, che
presenta una serie di storie che si sviluppano per conto proprio e che hanno
nella camorra il loro comun denominatore: c’è Domenico, il sarto che si
vende ai cinesi; i due killer minorenni fissati con Scarface; Roberto, che
pur di lavorare accetta di sotterrare illegalmente rifiuti tossici; la
guerra interna alla camorra. Mentre guardavo il film, tra l’altro
sottotitolato, mi rendevo conto di quanto dovesse apparire lontano il mondo
che raccontava agli occhi di chi non è nato a Napoli. Secondigliano, le
Vele, la disoccupazione, i cantanti neomelodici; chissà se Sean Penn,
presidente di giuria al festival di Cannes 2008 dove Gomorra è stato
premiato, li ha compresi appieno. Maria Nazionale, famosa cantante
neomelodica napoletana, è la donna il cui figlio diventa uno scissionista e
che per questo viene ammazzata. Cameo per Italo Celoro, che interpreta il
vecchio proprietario terriero sul letto di morte che vende un altro pezzo di
terra alla camorra per aiutarla a infossare i rifiuti tossici provenienti
dal nord dell’Italia. |