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“Filming Carmelo” ed una vita non proprio da film

 

C’era una volta un ragazzo che sognava di fare l’attore e di andare in America: ci riuscì e recitò (addirittura!!) accanto alla figlia del Presidente degli Stati Uniti.

La trama di “Filming Carmelo” (Albus Edizioni, 2007), primo romanzo dello scrittore partenopeo Gennaro Chierchia, potrebbe essere fraintesa e scambiata come l’ennesima storia di una felice realizzazione personale: in realtà, al di là della “scalata”, che porta un giovane ex spacciatore di marijuana a recitare ad Hollywood, ecco svelato, pagina dopo pagina, un doloroso processo per la conquista della propria consapevolezza. Ci aiuta, in questo sentiero interpretativo, il sottotitolo del libro, “Una vita senza copione”: lo stile fresco e leggero, la propensione all’ironia ed al gioco (lessicale e semantico) non nascondono gli intenti essenziali (e più profondi) dell’autore, che mescola, continuamente, l’indagine introspettiva e quella sociologica. Carmelo, infatti, è un “escluso”, uno di quelli che Beckett avrebbe chiamato “penultimi”: un’esistenza di piccole truffe si accavalla con l’iniziazione casuale al mondo dello spettacolo. Video, spot pubblicitari e poi un film: Carmelo, come tanti self-made men del cinema e della televisione, compie una corsa vorticosa, che lo catapulta tra flash e obiettivi, set di scena e luci abbaglianti. In verità, le luci sono soltanto momentanee e Carmelo oscilla in continuazione tra l’identità costruita e l’identità profonda, reale: su questa scissione, su questa doppiezza psicologica, si innesta l’amore per una ragazza, Stella, che riuscirà a ridare un senso ad un viaggio esistenziale confuso e precario. La stella, che non a caso Gennaro Chierchia ha fatto disegnare sulla copertina del suo romanzo, riempiendola di locandine di film, non è soltanto la giovane donna di Carmelo, ma rappresenta anche quell’ideale di perfezione e successo cui aspiriamo. Dietro i bagliori, dietro l’illusoria proiezione di notorietà e clamore, si celano fantasmi e spettri, stipati in armadi polverosi e troppo grandi per essere trascurati: l’attore Carmelo fa i conti con il proprio passato puntando sull’amore ed, in tal modo, può sostenere il macigno di una ‘fama’ improvvisata. Così, in quattordici veloci capitoli, Gennaro Chierchia ci mostra che una vita da film non si costruisce davanti agli schermi ed alle telecamere: meglio progettarla a quattro occhi, nel caldo sicuro delle pareti e nella luminosità vera delle finestre a prima mattina. Antonella Carlo


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