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Filming Carmelo. Dietro le quinte del romanzo mio medesimo di Gennaro Chierchia
Perché “filming”? Perché in questo romanzo è filmata la vita di Carmelo. Il titolo mi è stato ispirato dal documentario-film “Filming Othello”, di Orson Welles. I film sono alla base di questo romanzo, perché il protagonista Carmelo Doria è un aspirante attore, che per buona parte della storia fa la comparsa in un film, per giunta travestito da licantropo e, quindi, irriconoscibile. Prima ha fatto qualche pubblicità, sotto la guida opportunistica del suo scopritore-manager Lotar, che di punto in bianco lo abbandona per andare a fare soldi in America. Il romanzo si svolge su due location: la vita filmata di Carmelo, cioè quella dove recita, e la vita reale, che, quanto a follia, non ha niente da invidiare alla prima. Suo compagno di sventure è Olmo, uno stuntman “un tantino tonto”, come Carmelo stesso lo definisce. C’è una ragazza, Stella, che occupa e offusca la mente di Carmelo per tutta la storia, tanto che questi ci parla continuamente, dandole del “tu”, come se ce l’avesse davanti in carne e ossa, anche quando sa che è lontana migliaia di chilometri. “Filming Carmelo. Una vita senza copione” è essenzialmente un romanzo di formazione perché il protagonista, attraverso le sue numerose disavventure, migliora la propria condizione esistenziale, anche se in maniera poco “brillante”. È un romanzo di formazione soprattutto perché il protagonista comprende che Stella non è tutta la sua vita, e che deve dedicarsi a se stesso, per migliorarsi, per trovare finalmente la propria strada e realizzarsi. Stella infatti è una luce talmente forte nella sua vita da accecarlo. Due location sono pure l’Italia e l’America, entrambe indefinite: ho omesso volutamente riferimenti precisi quali nomi di strade, di città, e quant’altro. Sappiamo solo che Carmelo vive in Italia e che, a un certo punto, va in America a cercare fortuna. Mi sono divertito a citare molti titoli di film, essenzialmente quelli che ho visto e che mi sono piaciuti, lo stesso vale per i nomi degli attori. Allo stesso modo ho mischiato titoli di film veri e fasulli, così come nomi di attori veri e nomi di attori frutto della mia fantasia. “Filming Carmelo” è un romanzo che mi sono divertito a scrivere, e che vuole divertire. È volutamente leggero, ma qua e là ci sono sprazzi di verità e di critica riferita al mondo reale. È un romanzo d’amore, di un amore vero, cioè problematico e non “cristallino”. Ho impiegato quattro-cinque anni per portare “Filming Carmelo” alla versione attuale, ovviamente contando pause lunghissime, e settimane invece di scrittura ininterrotta. Tra una pagina e l’altra mi sono fatto le ossa pubblicando racconti in diverse antologie e curando un’antologia di racconti neri. Credo che chi avrà letto i miei racconti e leggerà “Filming Carmelo” resterà sorpreso, perché i primi trattano più o meno tutti argomenti forti, anche se questo romanzo non è esente da scene violente, solo stemperate dall’ironia e dal tono leggero con cui è narrato. “Filming Carmelo” è certamente influenzato dalla scrittura di Enrico Brizzi e di Andrea De Carlo, due miei “maestri”, di cui ho letto quasi tutta l’opera. Un’influenza maggiore la si può riscontrare nel cinema, la mia prima grande passione, prima ancora della lettura e della scrittura: infatti questo romanzo è pieno zeppo di dialoghi, e le scene si susseguono veloci come se si assistesse a un film. In questo, lo stile è lo stesso che caratterizza i miei racconti. |
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