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Fight Club

di Chuck Palahniuk

a cura di Gennaro Chierchia

 

Romanzo veloce, innovativo per molti versi, tipo per le ripetizioni di frasi che suonano come slogan, però per nulla scontate. C’è poi, dietro la storia del protagonista senza nome e di Tyler Durden, che poi sono la stessa persona, tutta una visione apocalittica della vita che, a ben leggerla, dice non poche cose sensate. Ma bisogna essere duri di stomaco per leggere questo libro, tanto è il sangue che cola di tra le pagine. Non è un libro eccessivo nel senso che vuole stupire, anzi; credo forse che il successo di Fight Club sia dovuto proprio alla sua genuinità, cioè al fatto che l’autore creda fermamente in ciò che scrive, seppure potrà sembrare agli occhi di molti una visione fin troppo oscura e brutale della vita. Moderna storia di un moderno dottor Jekyll quella raccontata in Fight Club: un giovane con un lavoro con una casa con tutto quello che gli occorre ma che, proprio per questo, sente il bisogno di estraniarsi da se stesso, di uscire da tutto quello che tutti hanno. Sentirsi vivo veramente. In suo aiuto accorre Tyler Durden, alter ego rivoluzionario che prende il sopravvento sul suo corpo quando è più vulnerabile: mentre dorme. Questi ne studia una più del diavolo per mettere il mondo sottosopra e farlo ripartire daccapo; conosce un sacco di trucchetti per fabbricare bombe in casa e scassinare appartamenti, e sa fare soldi bollendo il grasso risucchiato dalle cosce delle signore. In breve tempo tira su una banda di sciroccati che avrebbe potuto mettere il mondo in ginocchio se il protagonista senza nome non avesse scoperto di essere una pedina nelle sue mani e gli si fosse ribellato. Fight Club si basa su una storia povera dal punto di vista dell’intreccio, con pochi protagonisti e dialoghi ridotti all’osso. Eppure funziona. Anche il finale arriva troppo presto, e forse questo funziona meno. Ma non si può non evidenziare l’originalità dell’opera nel suo complesso, le idee e il punto di vista davvero particolari del suo autore. Il regista David Fincher ne trasse un film con Brad Pitt ed Edward Norton; omaggia il personaggio di Tyler nei titoli di coda dove, per una frazione di secondo, inserisce un’immagine che a qualcuno farà storcere il naso.


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