Interviste

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Enrico Pietrangeli

a cura di Gennaro Chierchia

 

Enrico Pietrangeli, autore della raccolta di poesie “Di amore, di morte”, pubblicata in versione cartacea (Teseo editore 2000) ed in elettronica (Kult Virtual Press 2002) e del romanzo “In un tempo andato con biglietto di ritorno” (Proposte Editoriali, 2005), collabora con riviste e siti internet pubblicando articoli e racconti brevi. Attraverso la traduzione poetica, si è dedicato all’opera di alcuni autori poco conosciuti. Redattore di Tam Tam, gestisce il sito “Poesia, scrittura e immagine” [www.diamoredimorte.too.it].

 

Chi è Enrico Pietrangeli?

 

Un poeta, navigatore, o più semplicemente un’esistenza senza più retoriche e tanto meno eroi cui fare riferimento. Mi viene da dire un “mostro”, con l’animo penzolante nel tardo Ottocento e la mente curiosa ed affascinata dal software. Devo ammettere, in ogni caso, che il cuore, a tutt’oggi, presenta ancora debug affettivi…

 

Da dove nasce la tua passione per la scrittura?

 

Da un profondo disagio che non ho mai voluto curare evitando di ritorcerlo contro me stesso. Dietro quel disagio c’era molta sensibilità. Ho impiegato molti anni a comprenderlo e scrivere, finalmente, per comunicare ad altri.

 

Quali sono le tue pubblicazioni?

 

“Di amore, di morte”, silloge pubblicata nel 2000 con la Teseo Editore e successivamente, nel 2002, in elettronica con la Kult Virtual Press di Modena. C’è poi qualche lavoro in digitale, personale tentativo di relazionare scrittura e programmazione in un contesto che sovrabbonda, a mio parere, di troppa video poesia…

 

Poesia e narrativa: quando l’una e quando l’altra?

 

E chi può dirlo? Talvolta mi capita di concepire una narrativa ricca di lirismo ma anche di comporre versi prosastici. Interessante, in questo senso, la narrativa breve, che meglio si presta a descrizioni frammentarie e surreali. Nel romanzo mi sento comunque legato a schemi e strutture più verosimili, prossime ad una forma realista piuttosto che al fantastico.

 

Perché hai scritto un romanzo sulla fine degli anni ’70?

 

Perché del tanto parlarne ho sempre colto, perlopiù, i soli retaggi di uno scontro. È mai possibile che, a distanza di quasi trent’anni, ci si trinceri ancora dietro un pericoloso mito da emulare o, viceversa, continui una discriminante caccia alle streghe...? Quelle della 194, meglio conosciuta come legge sull’aborto, dello spinello causa e origine di tutti i mali, degli omosessuali che comunque restano dei devianti…

 

Lorenzo, il protagonista de “In un tempo andato con biglietto di ritorno”, è un ragazzo irrequieto, che vorrebbe trovare l’amore ma non ci riesce, che è sempre in viaggio, sia fisico che mentale, che non ha mai pace. A chi ti sei ispirato per costruirlo?

 

Lorenzo è un adolescente e come tale irrequieto per condizione ma anche per il contesto in cui si svolge la trama: i tardi e turbolenti anni Settanta. Lorenzo è certamente un ragazzo problematico, per famiglia, contesto sociale e, non per ultimo, nella timidezza insita nel suo carattere, ma vitale. Sì, non ha mai pace, quantomeno necessiterà di molto tempo per costruire equilibri, ma, in ogni caso, ce la farà. Traverserà indenne il suo inferno personale e, come protagonista, non veste mai gli abiti dell’eroe negativo bensì quelli del ragazzo tutto sommato “normale”, nella media, alle prese con situazioni discutibili ma tipiche della sua generazione. Premesso tutto questo, emerge un Lorenzo costruito, frutto di ricordi incrociati e più persone con i dovuti aggiustamenti di trama: Lorenzo personaggio verosimile ma anche frutto, in definitiva, dell’elaborazione della mia immaginazione.

 

Parla del sito web letterario “Poesia, scrittura e immagine” (www.diamoredimorte.too.it) che gestisci.

 

Il sito di cui parli è stato realizzato in uno spazio gratuito dopo l’uscita del mio primo libro. Ideato nell’intento di renderlo rappresentativo della mia espressione artistica, a partire da forme e contenuti, è composto di tre sezioni che interagiscono tra loro, ovvero una personale, l’altra aperta sul mondo della cultura ed un’ulteriore tecnologica. Emerge una ricerca di corrispondenze ed azioni tra scrittura e programmazione ma anche un certo gusto per il modernariato informatico, sintesi di relazione tra passato e futuro.

 

Cosa pensi della letteratura su internet?

 

Nel suo piccolo, ha già fatto l’impossibile; ha permesso a me come ad altri di esistere.

 

Editori e scrittori esordienti: un binomio possibile?

 

Magari! Impossibile ed umiliante con i piccoli editori, per non parlare della grande, oligarchica editoria nazionale. Esordiente, emergente, editore sono tre parole destinate a rimanere negli stessi paraggi solo nei dizionari?

 

Intervista rilasciata il 21 gennaio 2006.


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