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Diego Armando Maradona, una
vita presa a calci
di Sergio Levinsky
a cura di Pietro Lotti
Questo
libro di Sergio Levinsky cerca di far conoscere al pubblico l’uomo Maradona.
Del calciatore
Maradona, delle sue finte, dei suoi dribbling si sa molto, ma a nessuno sono
mai interessati i suoi problemi, le sue sofferenze.
Levinsky cerca di
viaggiare in quell’universo inesplorato dove poter trovare le risposte alle
ribellioni di quell’uomo chiamato Maradona.
Il libro parte
dal Mondiale di Usa ’94, il Mondiale della fine di un calciatore ribelle, un
calciatore che non si è inchinato ai potenti e da loro è stato distrutto, e
torna indietro fino all’inizio della sua carriera, nel lontano ’76 quando
debuttò con l’Argentinos Juniors.
All’inizio della
carriera era solo un ragazzo di appena 16 anni che voleva solo giocare a
calcio e invece cosa successe?
Era diventato un
mito, troppo importante che non si seppe controllare, la sua vita fu invasa
dai giornalisti, la sua privacy non esisteva più, tutti al suo posto
sarebbero crollati, e anche lui crollò.
Ma non sarebbe
successo niente se quell’uomo fosse stato un semplice calciatore, lui era di
più, lui era Maradona.
Era diventato
importante in tutti i campi, sia quello calcistico sia quello politico,
tutti cercavano di averlo come amico per avere più consensi, era sballottato
a destra e a sinistra, era un uomo debole e senza difese.
Un’altra causa
della sua rovina è stato il non far finta di niente, lui vedeva qualcosa di
sbagliato nel palazzo del calcio e voleva cambiarlo, ma i potenti glielo
impedirono e gli distrussero la carriera, lui aveva cercato di distruggerli
senza riuscirci e loro lo distrussero.
Maradona voleva
dire ai potenti che anche i calciatori erano delle persone e non dei robot
da usare per il business, e insieme a Cantona creò il Sindacato Mondiale dei
Calciatori, atto che fece innervosire il presidente della FIFA Havelange e
gli altri potenti.
Nel Mondiale del
’94 gli fecero pagare tutto in una volta sola, dissero STOP alla sua
carriera, dissero Stop alle sue ribellioni, dissero STOP all’universo-Maradona.
Quell’anno
maledetto decretò la fine di quel campione, i primi sentori della fine di
quella carriera si ebbero quando nei primi giorni di febbraio sparò dei
proiettili di gomma contro un gruppo di giornalisti che seguivano ogni suo
movimento, ma il tracollo si ebbe verso la fine di giugno.
Diego si
sottopose ad un controllo antidoping dopo la partita del mondiale contro la
Grecia e risultò positivo, furono trovati dei resti di efedrina, una
sostanza proibita, ma a quel controllo non tutto andò secondo la legge, ci
furono alcuni errori da parte dei medici, ma nonostante ciò Maradona fu
punito: la sanzione fu di 15 mesi, ma per Maradona era una squalifica a
vita, non sarebbe mai tornato il campione di un tempo, il mito di Maradona
era finito.
Per comprendere
meglio quest’universo maledetto, avete trovato il libro giusto, adatto anche
a chi non piace il calcio, ma che vuole saper di più della storia di quest’uomo
maledetto, distrutto dal successo, eppure come lui affermò con ingenuità:
«Io volevo solo giocare a pallone… E invece guarda cosa è successo…». |