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Dieci piccoli indiani

di Agatha Christie

a cura di Gennaro Chierchia

 

Dieci persone apparentemente comuni sono invitate a trascorrere le vacanze estive sull’isola di Nigger Island – si noti il significato della parola “nigger” – da un certo signor U. N. Owen. Scopriranno che si tratta di una trappola e che tra loro si nasconde un efferato assassino che si diverte ad ucciderli uno per uno seguendo la narrazione di una filastrocca per bambini che comincia così: “Dieci poveri negretti/se ne andarono a mangiar:/uno fece indigestione,/solo nove ne restar…”. Sulla tavola nella sala da pranzo ci sono dieci statuine raffiguranti dei negri e ogni volta che viene commesso un omicidio l’assassino ne fa scomparire una.

Uno dei più riusciti gialli di Agatha Christie. A tratti sfiora il genere horror – la casa sull’isola, la filastrocca per bambini, le statuine che scompaiono, le continue descrizioni di temporali…

La narrazione è quanto mai scorrevole, facile da seguire e mai noiosa. La soluzione del giallo è chiara e soddisfacente e geniale.

Molti i giochi di parole, tra cui spicca U. N. Owen, che in inglese si pronuncia come “unknown”, ovvero “sconosciuto”.

Sembra che l’autrice inglese sappia dare il meglio di sé quando ambienta le sue storie in luoghi ristretti, – si prendano ad esempio i vagoni del treno de “Assassinio sull’Orient-Express” – dove l’assassino si nasconde tra poche persone e dove ciascuno sospetta dell’altro.

In “Dieci piccoli indiani” – in originale “Ten little Niggers” – il sospetto reciproco assume valenze filosofiche; una delle vittime dice: «Noi siamo lo zoo. Ieri sera, non eravamo quasi più degli esseri umani». La paura di morire porta l’uomo a non fidarsi più di nessuno e accentua il suo istinto di conservazione, rendendolo né più né meno un animale.

La tensione aumenta a mano a mano che gli ospiti della casa cadono vittime dell’assassino; le ultime pagine sono addirittura allucinate, deliranti. Ma la soluzione finale rimette ogni tassello al proprio posto, conferendo al lettore un appagante senso di tranquillità.


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