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Dago Red
di John Fante
a cura di
Gennaro Chierchia
Una raccolta di racconti per lo scrittore americano di origini italiane i
capitoli dei cui romanzi sono dei veri e propri racconti a sé, il che denota
la propensione di Fante verso la short story. In Dago Red, titolo che
si riferisce al vino che bevono i «dago», cioè gli italiani emigrati in
America, l’autore affronta tutte le tematiche a lui care e che
contraddistinguono i suoi libri ma due, sono i temi trattati ampiamente: la
religione e l’emigrazione. La prima mette in crisi il giovane protagonista,
Jimmy, che ogni volta deve dar conto delle proprie azioni a cospetto di Dio;
esemplare a tal proposito è il racconto L’iradiddio in cui sta con
una donna di quattordici anni più grande. La seconda pure, vivendo egli in
una terra straniera pur essendovi nato, giungendo a negare le proprie
origini, a odiare la nonna e tutti quei parenti che rivelano, anche solo
fisicamente, di essere italiani, come viene spiegato in Odissea di un wop
(«wop» è sinonimo di «dago»). Quando Fante decide di parlare del padre
compone storie sublimi, divertenti e malinconiche insieme. In questa
raccolta due sono i racconti che lo ritraggono in primo piano: Muratore
nella neve e Una moglie per Dino Rossi. Nel primo, a causa della
neve, il padre non può lavorare e viene descritto come un animale in
cattività. Nel secondo egli cerca di far accasare un amico di famiglia ma
non si capisce quanto sinceramente. Fante si autocita raccontando in L’iradiddio
il terremoto di Los Angeles, che aveva già immortalato in Chiedi alla
polvere, il suo romanzo più famoso. |