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Cronache di Narnia edulcorate dalla Disney

di C.S. Lewis // Andrew Adamson

a cura di Simona Vassetti

 

Nel 1950 C.S. Lewis pubblicò il primo libro di una saga che diventerà famosa col titolo Le cronache di Narnia; Il leone, la strega e l’armadio è il primo dei sette volumi di cui si compone. La saga, famosissima nei paesi anglosassoni, narra le avventure dei quattro fratelli Pevensie che attraverso un armadio magico si ritrovano nel fantastico mondo di Narnia. Un universo parallelo dove Lewis ha voluto traslare tutte le sue passioni: i personaggi della mitologia classica (unicorni, minotauri, centauri, fauni, grifoni, ciclopi…), le ambientazioni e i costumi medievali ma soprattutto i valori cristiani di cui si fa portatore il Leone Aslan, doppiato da Omar Sharif, pronto ad immolarsi, lui innocente, al posto di un traditore, per salvare il suo popolo.

In questo mondo fantastico, dominato dalla magia, la padrona incontrastata è Jadis, la Strega Bianca, che ha congelato tutto in un lungo inverno senza fine. Sarà l’arrivo dei quattro fratellini a portare nuova speranza al popolo di Narnia.

 

È interessante notare come Le cronache di Narnia ed Il Signore degli Anelli furono scritti negli stessi anni, i due autori si conoscevano, erano amici e leggevano in anteprima le storie l’uno dell’altro, in entrambe le opere si riflettono l’ansia e la confusione del mondo uscito dalla Seconda guerra mondiale. Ora i film tratti dalle due saghe escono a poca distanza l’uno dall’altro e i debiti del regista neozelandese Andrew Adamson verso Peter Jackson non si limitano all’utilizzo dello stesso software per creare il favoloso mondo di Narnia. La scelta di scenari incontaminati e aperti, le riprese dalla preparazione delle armi da parte dei ciclopi, la battaglia finale tra il bene e il male danno una spiacevole sensazione di dejà-vu.

Dalla pellicola però sono state tolte le parti cupe, il film è pensato per un pubblico di famiglie con bambini, basta pensare che lo produce la Disney; sono state edulcorate tutte le scene violente e sanguinose, nella battaglia finale non c’è praticamente spargimento di sangue ed in alcune fasi degli scontri risultano tagli evidenti. L’unica scena cruenta è il momento del sacrificio di Aslan. Il pregio della Disney è quello di essere riuscita a rendere realistica l’animazione degli animali, ma il pathos è manchevole rispetto alla pellicola di Peter Jackson. A parte la Strega Bianca, magistralmente interpretata da Tilda Swinton, gli altri protagonisti risultano freddi e stereotipati.


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