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Controtempo

di Simona Vassetti

a cura di Elena Liguori

 

“Controtempo” di Simona Vassetti parla di storie.

Storie di chi, nel difficilissimo sforzo di trovarsi e di amarsi, per un motivo o per un altro, ha perso il tempo e si è trovato, appunto, in controtempo. Ai personaggi si presentano vari modi per perdere il tempo: per vigliaccheria, per pigrizia, perché si decide volontariamente di perderlo, perché non si riesce a leggersi dentro. O perché si crede di averne tanto a disposizione. Forse troppo.

Le storie, diverse nei soggetti e nelle ambientazioni, sono indissolubilmente legate fra di loro, impossibili da scindere nella loro intrinseca unità. Perché ogni storia presenta una partita a scacchi; dove ognuno cerca di giocare le proprie pedine in modo sapiente, senza farsi distrarre da sentimenti o passioni, dove ognuno cerca l’attimo giusto per dare lo scacco.

Le storie parlano di ricordi. Ricordi di attimi intensi, di parole, di silenzi, soprattutto di parole non dette… non dette per paura o per coraggio, nello sforzo di trovare la distanza giusta per non ferirsi a vicenda. Ricordi che molto spesso sono un’eredità pesante ma, ancora più spesso fungono da oasi per ripararsi dal deserto sterminato della vita reale.

Le storie parlano di persone. Persone che sanno di volere amore e lo ricercano disperatamente e persone che non vogliono confessarselo. Persone che hanno sbagliato a fare i conti con la realtà, o che li hanno fatti tardi, o che (peggio) i conti non li hanno fatti per nulla: ed è la realtà stessa che prepotentemente presenta il conto. Persone che non hanno saputo cogliere le sfumature dell’amore quando lo vivevano e che sono condannate (o si sono autocondannate) al grigiore di un’esistenza in bianco e nero. Persone che hanno paura. Paura di scappare da un amore troppo stretto perché rappresenta, in qualche modo, una forma d’amore, un legame.

Le storie parlano di tempo. Di due tipi di tempo in particolare, non sempre d’accordo con loro.

Il primo è un tempo “ufficiale”, reale e ordinato, uguale per tutti.

Il secondo è il tempo dell’amore.

Il tempo dell’amore non è lineare: improvvisamente accelera, poi sembra fermo, torna ad accelerare. Non è semplice stargli dietro.

Il tempo dell’amore non è lineare: qualche volta torna indietro. Per fortuna.


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