Citazioni

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«Tutti gli scrittori sono a corto di danaro».

Jonhatan Coe, “La famiglia Winshaw”


«Quando uscimmo dall’auto, il cigolio e lo schianto delle portiere aperte e subito richiuse parvero sbriciolarsi ed essere assorbiti anch’essi dalla pace che avevamo intorno: e mi fecero pensare – chissà perché – a segni di punteggiatura abbandonati sul bianco di un foglio vuoto».

Jonhatan Coe, “La famiglia Winshaw”


«Cos’era esattamente che gli mancava? La parola che stavo cercando aveva certamente a che fare un po’ con lo stile, un po’ col tono. Non era in debito di comprensione, di intelligenza, di tecnica o di ambizione: quel che in lui era assente era… era, come dire?, la capacità istintiva di mettere insieme tutte queste cose con prontezza e mano leggera. C’era di mezzo il coraggio di osare, ma anche un elemento di timidezza, giacché, quella qualità, quale che fosse, sarebbe parsa veramente naturale e spontanea solo se priva della benché minima traccia di amor proprio. La parola era lì, a sole poche misure di distanza. Gli mancava l’indispensabile vivacità, l’indispensabile coraggio

…l’indispensabile brio che è crisma dell’originalità di un autore».

Jonhatan Coe, “La famiglia Winshaw”


«Ecco pressappoco cos’è in sostanza la Cosa Brutta. Tutto in voi è nauseato e paradossale. E siccome l’unica conoscenza che si ha del mondo intero passa attraverso le varie parti del corpo – tipo gli organi sensoriali, la mente ecc. – e siccome queste parti hanno una nausea da morire, il mondo intero che voi percepite, conoscete e abitate vi arriva filtrato da questa brutta nausea e diventa brutto. E tutto diventa brutto in voi, tutto il bello esce dal mondo come l’aria esce da un pallone rotto. Di questo mondo conoscete solo metifiche puzze di marcio, visioni tristi e paradossali dai lividi colori pastello, suoni aspri o di una tristezza mortale, situazioni insopportabili e indefinite disposte in un continuum senza fine… Idee incredibilmente stupide, disastrose. E succede proprio come quando ti viene la nausea e sotto sotto hai paura che non finirà mai: la Cosa Brutta ti spaventa allo stesso modo, solo peggio, perché la paura stessa è filtrata dalla brutta malattia e diventa più grande, peggiore e famelica di quanto è cominciata. Ti squarcia, si insinua e ti si agita dentro».

David Foster Wallace, “Questa è l’acqua”


«La cultura odierna ha imbrigliato queste forze in modo che hanno prodotto ricchezza, comodità e libertà personale a iosa. La libertà di essere tutti sovrani dei nostri minuscoli regni formato cranio, soli al centro di tutto il creato. Una libertà non priva di aspetti positivi. Ciò non toglie che esistano svariati generi di libertà, e il genere più prezioso è spesso taciuto nel grande mondo esterno fatto di vittorie, conquiste e ostentazione. Il genere di libertà davvero importante richiede attenzione, consapevolezza, disciplina, impegno e la capacità di tenere davvero agli altri e di sacrificarsi costantemente per loro, in una miriade di piccoli modi che non hanno niente a che vedere col sesso, ogni santo giorno. Questa è la vera libertà. Questo è imparare a pensare. L’alternativa è l’inconsapevolezza, la modalità predefinita, la corsa sfrenata al successo: essere continuamente divorati dalla sensazione di aver avuto e perso qualcosa di infinito».

David Foster Wallace, “Questa è l’acqua”


«Perché quando non sei interessato a qualcuno sei fichissimo, mentre se una persona ti piace ti rincoglionisci e il cervello diventa purè?».

Fabio Volo, “Un posto nel mondo”


«La bellezza non è altro che la promessa che ognuno di noi ha di diventare se stesso».

Fabio Volo, “Un posto nel mondo”


«Sotto una pianta grande non può crescere un’altra pianta grande».

Fabio Volo, “Un posto nel mondo”


«Per viaggiare non ci vogliono i soldi. I soldi servono per fare le vacanze. Quando viaggi ti adatti e fai un po’ di tutto e succedono delle cose strane, è difficile da spiegare. È come se ci fosse una legge universale che ti protegge. Incontri un sacco di gente che ti aiuta. A volte ti offrono da mangiare, a volte lo offri tu. È naturale aiutarsi».

Fabio Volo, “Un posto nel mondo”


«Fai conto di essere una maratoneta. Stai correndo con i tuoi amici e le tue amiche. A un certo punto capisci di avere una buona gamba, un bel passo, di poter andare più veloce, e allora decidi di seguire questa tua forza. Di convertirti al tuo talento. Dopo un po’ che corri, ti accorgi di aver staccato il gruppo. Ti giri e ti scopri sola. Loro sono dietro, tutti insieme che ridono, e tu sei sola con te stessa. Siccome non riesci a reggere questa solitudine, rallenti finché il gruppo ti raggiunge e, negando il tuo talento, fingi di essere come loro. Rimani nel gruppo. Ma tu non sei così, non sei come loro. Infatti anche lì in mezzo ti senti comunque sola».

Fabio Volo, “Un posto nel mondo”


«L’altra metà da trovare non è una donna: sei sempre tu. È l’altra metà di te, la parte sconosciuta alla quale devi dare vita, per poterti finalmente incontrare. Per sempre. Questa è la vera unione in grado di liberarci da quel sentimento di solitudine che avvertiamo anche quando stiamo con qualcuno. Allora, poi non c’è niente di più bello che condividere con una persona la propria vita».

Fabio Volo, “Un posto nel mondo”


«Un gruppo di porcospini, in una giornata fredda, si stringono vicini per proteggersi con il loro calore. All’inizio stanno bene, ma dopo un po’ cominciano ad avvertire le spine degli altri, allora sono costretti ad allontanarsi per non sentire il dolore. Poi il bisogno di calore li spinge nuovamente a riavvicinarsi, e ancora ad allontanarsi, così che i porcospini sono continuamente sballottati avanti e indietro, spinti da due mali. I difetti, le abitudini, i comportamenti o le esigenze degli altri sono le spine, ognuno ha le sue. Alcuni porcospini però sono in grado di produrre molto calore interno. Questi riescono a trovare la giusta distanza dagli altri o addirittura a rinunciare a stare con loro».

Fabio Volo, “Un posto nel mondo”


«La prima cosa che due persone si offrono stando insieme dovrebbe essere un sentimento d’amore verso se stessi. Se non ti ami tu, perché dovrei amarti io? E poi amando se stessi si dà molta importanza alla persona con cui si decide di vivere un’intimità. Vuol dire avere una grande considerazione di quella persona. Chi non si ama può darsi a chiunque. L’amore per sé è il ponte necessario per arrivare all’altro».

Fabio Volo, “Un posto nel mondo”


«Trovavo la felicità nel concedermi del tempo per pensare, per ascoltarmi e per ascoltare. Prima facevo continuamente cose per distrarmi da me e dalla mia vita, invece ora facevo il contrario. Appena potevo scappavo subito da me, e godevo della mia compagnia, dei mei pensieri e delle mie domande. Mi sentivo come se mi fossi fidanzato».

Fabio Volo, “Un posto nel mondo”


«Le cose non si vedono per ciò che sono ma per ciò che sei».

Fabio Volo, “Un posto nel mondo”


«Mi capitava di trovarmi molto più in sintonia e intimità con uno scrittore, un regista, un poeta, un musicista che con una persona che magari conoscevo da anni. Certe frasi in un libro o in un film o in una canzone sembravano come un’eco della mia voce interiore. Vivevo isolato, ma mai solo. Ero circondato da persone che mi parlavano attraverso i loro lavori, le loro opere».

Fabio Volo, “Un posto nel mondo”


«Questa è la bellezza di una donna: quando è ragazza è un luogo, ma quando è donna è un mondo».

Fabio Volo, “Un posto nel mondo”


«Se lei se ne va, io resto una maniglia senza porta».

Erri De Luca, “Montedidio”


«I peggiori alla fine sono gli amici. Quelli di cui ti fidi. Per un periodo Quattro Formaggi aveva lavorato in una pescheria. Puliva i pesci e faceva le consegne a domicilio. Ogni giorno scaricavano delle cassette di polistirolo piene di grosse vongole. Arrivavano vive, bastava metterle nella vasca e dopo dieci minuti tiravano fuori un lungo tubo bianco con il quale succhiavano lacqua e lossigeno. Ma era sufficiente avvicinare la punta di un coltello al guscio per farle scattare e richiudere per unora almeno. Ma poi, quando si riaprivano, se le ritoccavi rimanevano chiuse solo mezzora. E a furia di stuzzicarle ci si abituavano e non si chiudevano più. A quel punto erano finite. Ci infilavi dentro la punta del coltello e le vongole, idiote, si chiudevano di scatto con tutta la lama dentro. Allora giravi la lama e il guscio si rompeva e nellacqua usciva una nuvola marrone di carne ed escrementi. A cosa serve il guscio se ti abituano a non usarlo?».

Niccolò Ammaniti, “Come dio comanda”


«Poteva pensare. E pensare è vivere».

Niccolò Ammaniti, “Come dio comanda”


«Certi uomini vedono le cose come sono e dicono: “Perché?”. Io sogno cose mai esistite e dico: “Perché no?”».

Geroge Bernard Shaw


«Dopo tanti pensieri e discussioni con me stesso sono arrivato alla conclusione che non si risolve niente con il coltello e le botte. Così sono passato alla pistola».

Nicolai Lilin, “Educazione siberiana”


«Tanta gente cerca disperatamente quello che non è capace di trattenere e di capire, per questo è piena di odio e sta male per tutta la vita».

Nicolai Lilin, “Educazione siberiana”


«Mio zio diceva che le armi sono come le donne, se non le accarezzi abbastanza diventano troppo rigide e ti tradiscono».

Nicolai Lilin, “Educazione siberiana”


«Un’altra volta Billy sentì Rosewater dire a uno psichiatra: “Mi sa che voialtri dovrete tirar fuori un mucchio di nuove magnifiche bugie, se vorrete che alla gente non passi la voglia di vivere”».

Kurt Vonnegut, “Mattatoio n. 5. o La crociata dei bambini”


«Gesù stava imparando da suo padre a fare il falegname.

Due soldati romani entrarono nel negozio col disegno, su papiro, di un congegno che doveva essere costruito entro l’alba del giorno dopo. Si trattava di una croce da usare per l’esecuzione di un agitatore.

Gesù e suo padre la costruirono. Erano contenti di avere del lavoro. E l’agitatore fu inchiodato a quella croce.

Così va la vita».

Kurt Vonnegut, “Mattatoio n. 5. o La crociata dei bambini”


«Che profitto c’è per un uomo se guadagna il mondo intero ma perde la propria anima?»

John Fante, “La strada per Los Angeles”


«Quello che abbiamo qui, signore,» disse, «È un cane finocchio.»

«Bisognerebbe sparargli,» disse Tina.

Non ero daccordo. «I cani sono democratici,» ribattei. «Scoperebbero qualsiasi cosa. Una volta ebbi un cane che scopava un albero.»

John Fante, “Il mio cane Stupido” (in “A ovest di Roma”)


«Nemmeno una volta, scrivendo, avevo guardato indietro, fidandomi dell’istinto.»

John Fante, “Il mio cane Stupido” (in “A ovest di Roma”)


«Ancora una volta l’insolubile, fondamentale domanda della mia vita cominciò a perseguitarmi. Che diavolo ci facevo su questo piccolo pianeta? Cinquantacinque anni, per questo? Era assurdo. Quanto ero lontano da Roma? Dodici ore? Anche Napoli andava bene. Positano. Ischia. Era quella la fine della mia vita, in una casa a forma di ipsilon su Point Dume? Non potevo crederlo. Dio mi stava prendendo in giro.

John Fante, “Il mio cane Stupido” (in “A ovest di Roma”)


«Addio, papà. Grazie di tutto.»

Così. Grazie di tutto. Grazie per avergli dato la vita senza il suo permesso. Grazie per averlo messo forzatamente in un mondo di guerre, odio e bigotteria. Grazie per averlo spedito in scuole dove gli avevano insegnato a ingannare, a dire bugie, i pregiudizi e la crudeltà. Grazie per avergli imposto il fardello di un dio in cui non aveva mai creduto, e dell’unica vera Chiesa, che tutte le altre siano dannate. Grazie per avergli inculcato una passione per le macchine che un giorno avrebbero potuto distruggerlo. Grazie per un padre che scriveva sceneggiature superficiali dove il ragazzo incontra la ragazza e i buoni trionfano sempre sui cattivi. Grazie per tutto.

John Fante, “Il mio cane Stupido” (in “A ovest di Roma”)


«Forse hai ragione. Meglio avere la forza di volontà, affilarsi i denti e resistere, incassare la punizione. L’acciaio migliore viene dalla fucina più calda.»

John Fante, “Il mio cane Stupido” (in “A ovest di Roma”)


«Se il mio compito era morire laggiù facendo quello che avevo giurato di fare, be’, sarei dovuto morire. La puoi mettere come ti pare, ma le cose stanno così. Avrei dovuto farlo e non l’ho fatto. E una parte di me continua a desiderare di poter tornare indietro. Ma non si può. Non sapevo che uno potesse rubare la propria vita.»

Cormac McCarthy, “Non è un paese per vecchi”


«Il problema non è sapere dove sei. Il problema è pensare che ci sei arrivato senza portarti dietro niente. Questa tua idea di ricominciare daccapo. Che poi ce l’abbiamo un po’ tutti. Non si ricomincia mai daccapo. Ecco qual è il problema. Ogni passo che fai è per sempre. Non lo puoi annullare. Non puoi annullare niente.»

Cormac McCarthy, “Non è un paese per vecchi”


«È lo scrivere che sceglie te e non tu lo scrivere».

Charles Bukowski, “Compagno di sbronze”


«Perché mi sentivo come se stessi assistendo al mio funerale?».

Charles Bukowski, “Pulp”


«L’inferno era come te lo facevi tu».

Charles Bukowski, “Pulp”


«L’uomo nasce per morire. Che significato ha? Stare lì ad aspettare. Ad aspettare il primo treno. Ad aspettare una tettona in una sera d’agosto in una stanza d’albergo a Las Vegas. Ad aspettare che i topi si mettano a cantare. Ad aspettare che ai serpenti spuntino le ali. Stare lì».

Charles Bukowski, “Pulp”


«Napoli è rigida come un cadavere, ma nessuno si decide a seppellirla».

Angelo Petrella, “La città perfetta”


«E ora che hai intenzione di fare?» dice Betta.

«In che senso?».

«Intendo, da oggi in poi, nella vita».

«Niente. Quello che ho sempre fatto: lottare».

Angelo Petrella, “La città perfetta”


«Il guaio delle case è che non te le puoi rubare, te le devi per forza costruire o comprare».

Angelo Petrella, “La città perfetta”


«Dove vai?».

«A pisciare, vuoi venire ad aiutarmi? L’ortopedico dice che non posso sollevare pesi».

Angelo Petrella, “La città perfetta”


«La televisione sta accesa, fanno la replica di una telenovela che lei si guarda sempre, che si chiama Dallas, e parla di una paranza di gente ricca sfondata che si chiava altra gente ricca sfondata e fanno gli afffari e c’hanno le fattorie e fanno colazione collo champagne».

Angelo Petrella, “La città perfetta”


«La grande maggioranza (della gente, ndr) sta a guardare la storia scorrere, e di solito la chiama destino. E poi ci sono i pochi che tentano di cambiarla».

Enrico Brizzi, “L'inattesa piega degli eventi”


«Oggi, il nostro sforzo è quello di fingere di non essere i peggiori nemici di noi stessi».

“La scimmia pensa, la scimmia fa. Quando la realtà supera la fantasia” di Chuck Palahniuk


«Cosa non è pazzia? Non è pazzia la vita stessa? Siamo come giocattoli con la carica, tutti quanti noi... Qualche giro di chiavetta e, quando la molla si scarica, addio... Finché dura, camminiamo, ci agitiamo, facciamo progetti, eleggiamo le giunte comunali, tosiamo lerba... Pazzia, ma sì, sicuro, cosa NON È pazzia?».

“Storie di ordinaria follia. Erezioni Eiaculazioni Esibizioni” di Charles Bukowski


«tante volte uno deve lottare così duramente per la vita che non ha tempo di viverla».

“Storie di ordinaria follia. Erezioni Eiaculazioni Esibizioni” di Charles Bukowski


«Mi accostai al tramezzo di vetro. Ci saranno stati un centinaio di neonati, che urlavano. Li udivo attraverso il vetro. Senza tregua. Nasci piangendo. La nascita. E poi la morte. A ognuno tocca. Entriamo soli e usciamo fuori soli. E molti di noi, la maggior parte, viviamo soli, spaventati, vite incomplete. Una tristezza senza pari discese su di me. A veder tutta quella carne appena nata che doveva morire. A osservare tutta quella vita che si sarebbe a poco a poco trasformata in odio, in demenza, in nevrosi, in stupidità, in terrore, in omicidio, e infine in nulla... nulla in vita e nulla in morte».

“Storie di ordinaria follia. Erezioni Eiaculazioni Esibizioni” di Charles Bukowski


«dieci persone posson radunarsi e leccarsi l’un l’altro il culo, ma il busillis è trovare l’undicesimo, fuori della cerchia, che li consideri grandi scrittori».

“Storie di ordinaria follia. Erezioni Eiaculazioni Esibizioni” di Charles Bukowski


«Per ogni Giovanna d’Arco c’è un Hitler appollaiato dall’altra estremità dell’altalena».

“Factotum” di Charles Bukowski


«Arrivare a non aver più paura, questa è la meta ultima dell’uomo».

“Il sentiero dei nidi di ragno” di Italo Calvino


«Evviva il suino libero e indipendente nella campagna svizzera!».

dal film “Viola bacia tutti” regia di Giovanni Veronesi


«Noi corriamo spensierati verso il precipizio dopo esserci messi dinanzi agli occhi qualcosa che cimpedisca di vederlo».

Pascal


«Lunica cosa che potremo mai fare insieme è ammazzarci a vicenda».

Laurell K. Hamilton, “Resti mortali”


«La stupidità non è punibile con la morte. Se lo fosse, ci sarebbe un drastico calo della popolazione».

Laurell K. Hamilton, “Resti mortali”


«La profondità va nascosta. Dove? Alla superficie».

Hugo von Hofmannsthal, “Il libro degli amici”


«Sentirsi  bambini, comportarsi come bambini, è l’arte commovente degli uomini maturi».

Hugo von Hofmannsthal


«Esistere è una tentazione che non dispero di far mia».

E.M. Cioran


«Quanto durerà questo tormento arciprete?».

«Markovna, fino alla morte».

«Va bene, Petrovič: tireremo ancora avanti».

“Vita dellarciprete Avvakum”


«Lo stile è superiore alla verità, porta in sé la prova dell’esistenza».

Gottfried Benn, Lo smalto sulla luna


«Fai cose e cose e nessuno in realtà ne sa niente».

John Updike, “Corri Coniglio”


«L’ubriachezza rivela lo spirito d’un uomo come uno specchio ne riflette la persona».

Eschine


«La vita è come una scatola di cioccolatini: non sai mai quello che ti capita».

dal film “Forrest Gump”, regia di Robert Zemeckis


«Stupido è chi lo stupido fa».

dal film “Forrest Gump”, regia di Robert Zemeckis


«E tu non hai pietà di me!».

dal film “Bianca”, regia di Nanni Moretti


«Continuiamo così, facciamoci del male».

dal film “Bianca”, regia di Nanni Moretti


«È meglio bruciare subito che spegnersi lentamente».

dal film “Highlander”, regia di Russell Mulcahy


«La gente ha paura di morire mentre tu hai paura di vivere».

dal film “Highlander”, regia di Russell Mulcahy


«La differenza tra un avvocato e una prostituta? Che lei smette di fotterti dopo morto, l’avvocato no».

dal film “L’uomo della pioggia”, regia di Francis Ford Coppola


«Un naziskin per essere buono deve essere morto».

dal film “L’odio”, regia di Mathieu Kassovitz


«Non vorrei far parte di un club che annoverasse tra i suoi membri uno come me».

dal film “Io e Annie”, regia di Woody Allen


«La vecchiaia è un’isola circondata dalla morte».

Juan Montalvo, “Della bellezza”


«I carri possono vincere le battaglie ma solo i fanti possono consolidare la vittoria».

Wilbur Smith, “Il dio del fiume”


«Un generale ha bisogno di due cose: la fortuna e la devozione delle truppe».

Wilbur Smith, “Il dio del fiume”


«La differenza tra diciassette e vent’anni è quella esistente fra un ragazzo e un uomo».

Wilbur Smith, “Il dio del fiume”


«L’amore per una regina è tradimento, l’amicizia verso uno schiavo è degradante».

Wilbur Smith, “Il dio del fiume”


«Che vuoi che sia l’amore? Fuoco e fiamme per una anno e cenere per cento».

dal film “Il gattopardo”, regia di Luchino Visconti


«Non c’è belva tanto feroce che non abbia qualche senso di pietà».

«Ma io non ne ho alcuno, sicché non sono una belva».

William Shakespeare, “Riccardo III”


«Non c’è creatura che m’ami e se muoio nessuna anima avrà pietà di me! E perché dovrebbe se io stesso non la trovo verso me?».

William Shakespeare, “Riccardo III”


«Appena la malattia entra da una porta il medico dovrebbe entrare dall’altra».

seguace di Esculapio


«Damo soddisfazione ar popolo!».

dal film “Accattone”, regia di Pier Paolo Pasolini


«Tisico in terzo grado».

Alessandro Manzoni


«Quando si è scartato l’impossibile, tutto ciò che resta, per quanto improbabile, può essere la soluzione».

Arthur Conan Doyle


«Quello che non ci uccide ci rende più forti».

Friedrich Nietzsche


«C’è una spaccatura tra coloro che riescono a dormire e coloro che non ci riescono. È una delle grandi divisioni del genere umano».

Iris Murdoch, “Nuns and soldiers”


«Noi siamo vecchi, ognuno di noi stringe un rasoio chiuso».

Robert Lowell, “Walking in the blue”


«Il solo momento in cui una puttana dovrebbe aprire bocca è quando fa un pompino».

dal film “Strange days”, regia di Kathryn Bigelow


«E chi vuole combattere, già che si può, combatta».

Anacreonte


«Così torno scornato alla mia gioia, guadagnando in male tre volte più di quanto avevo speso».

William Shakespeare


«Non c’è intelligenza e non c’è coraggio che possa cambiare un destino».

Alessandro Baricco, “Oceano mare”


«Voi avete dei cattivi ricordi, dottore. E i cattivi ricordi guastano la vita».

«È una vita cattiva, Marie, che guasta i ricordi».

Alessandro Baricco, “Oceano mare”


«Tra tutte le vite possibili, a una bisogna ancorarsi per poter contemplare, sereni, tutte le altre».

Alessandro Baricco, “Oceano mare”


«Un pretesto per tornare bisogna sempre seminarselo dietro, quando si parte. Si sa mai».

Alessandro Baricco, “Oceano mare”


«La vita non è abbastanza grande per tenere insieme tutto quello che riesce a immaginarsi il desiderio».

Alessandro Baricco, “Oceano mare”


«Scrivere a qualcuno è l’unico modo di aspettarlo senza farsi del male».

Alessandro Baricco, “Oceano mare”


«L’amore è una moneta preziosa. Spendila soltanto in un mercato in cui non possano ingannarti».

Wilbur Smith, “Uccelli da preda”


«Tu sei il respiro nei miei polmoni e il sangue nelle mie vene».

Wilbur Smith, “Uccelli da preda”


«Ernest Hemingway una volta ha scritto: “Il mondo è un bel posto, e vale la pena di lottare per esso”. Condivido la seconda parte».

dal film “Seven”, regia di David Fincher


«L’amore è un duetto, non un coro».

dal film “Le scarpe d’oro”, regia di Frank Van Passel


«La via che porta dritto al cuore di una donna passa per il suo stomaco».

dal film “Le scarpe d’oro”, regia di Frank Van Passel


«Ho intenzione di prendere tutte le droghe note al genere umano e di scoparmi tutto ciò che si muove».

Irvine Welsh, “Ecstasy”


«Amore è quando uno vuole il suo buco tutte le sere, ma dalla stessa ragazza».

Irvine Welsh, “Ecstasy”


«Un sacco di uomini sono segaioli perché il sesso fatto male li disturba, mentre per una donna, il sesso fatto male è molto peggio dell’assenza totale del sesso».

Irvine Welsh, “Ecstasy”


«L’uomo costruisce case perché è vivo ma scrive libri perché si sa mortale».

Daniel Pennac


«Non ci sono che due modi di fare le cose: quello giusto e il mio. E sono la stessa cosa».

dal film “Mac”, regia di John Turturro


«Cultura: parola che mi fa togliere la sicura alla pistola».

dal film “Hitler: un film dalla Germania”, regia di Hans-Jurgen Syberberg


«Bere da soli è il primo passo sulla strada dell’alcolismo».

P. D. James, “Morte sul fiume”


«La verità ha molte facce, la menzogna una sola».

P. D. James, “Morte sul fiume”


«La tragedia di una perdita non sta nella sofferenza ma nella fine di essa: allora i morti sono morti davvero».

P. D. James, “Morte sul fiume”


«È facile essere ritenuti saggi, basta vivere a lungo, parlare poco e fare ancora meno».

P. D. James, “Morte sul fiume”


«Dobbiamo imparare ad amare la vita senza darle la minima fiducia».

Gilbert Keith Chesterton


«Un cinico è colui che conosce il prezzo di ogni cosa e il valore di niente».

Oscar Wilde


«Scrivere è un po’ come fare i minatori di se stessi: si attinge a quello che si ha dentro, e se si è sinceri non si bada al rischio di farsi crollare tutto addosso».

Andrea De Carlo


«Lo so come ti senti. È come essere dietro un vetro, non puoi toccare niente di quello che vedi. Ho passato tre quarti della mia vita chiuso fuori, finché ho capito che l’unico modo è romperlo. E se hai paura di farti male, prova a immaginarti di essere già vecchio e quasi morto, pieno di rimpianti».

Andrea De Carlo, “Due di due”


«Vedendo il viavai della gente che affollava la strada, per un attimo non seppi che cosa fare, né quale anno fosse, o chi fossi io».

Zhou Weihui, “Shanghai baby”


«E Dio, vedendomi, non farà altro che cominciare a tagliarsi le unghie con un tronchesino».

Zhou Weihui, “Shanghai baby”


«L’amore e il sesso rendono geniali, sensibili, pieni di idee originali».

Zhou Weihui, “Shanghai baby”


«Un rapporto sessuale armonioso aiuta a elevare le difese immunitarie».

Zhou Weihui, “Shanghai baby”


«Il mondo avrà finito di scoglionarsi il giorno in cui gli uomini viaggeranno in prima classe e la letteratura nel carro merci».

Gabriel Garcia Marquez, “Cent’anni di solitudine”


«Non si può vivere senza ricordi».

Isabel Allende, “Paula”


«Nella dimensione del cosmo e nel tragitto della storia siamo insignificanti, dopo la nostra morte tutto continua uguale».

Isabel Allende, “Paula”


«Ci dimentichiamo che comunque camminiamo verso la morte».

Isabel Allende, “Paula”


«Silenzio prima di nascere, silenzio dopo la morte, la vita è puro rumore fra due insondabili silenzi».

Isabel Allende, “Paula”


«Il problema della finzione è che deve essere credibile, la realtà invece raramente lo è».

Isabel Allende, “Paula”


«Lo sai quanti animali hanno dovuto uccidere per fare questa ricca pelliccia?».

«E tu lo sai quanti ricchi animali ho dovuto scoparmi per comprarmela?».

dal film “Nei panni di una bionda”, regia di Blake Edwards


«In un mondo nel quale si sa di dover morire non ci dovrebbe essere tempo per odiare».

dal film “I walk the line”, regia di John Frankenheimer


«La carta non fa sangue».

Ernest Hemingway, “Per chi suona la campana”


«Scherzando ci si comincia a corrompere».

Ernest Hemingway, “Per chi suona la campana”


«Le ragazze spagnole sono mogli straordinarie. Lo so perché non ne ho ancora avuta una».

Ernest Hemingway, “Per chi suona la campana”


«In politica come nella guerriglia, la prima cosa è di continuare ad esistere».

Ernest Hemingway, “Per chi suona la campana”


«E tu, non hai mai sofferto?».

«No disse Robert Jordan. Io sono di quelli che soffrono poco».

Ernest Hemingway, “Per chi suona la campana”


«Meglio morire in piedi che vivere in ginocchio».

Ernest Hemingway, “Per chi suona la campana”


«È più facile vivere sotto un regime che combatterlo».

Ernest Hemingway, “Per chi suona la campana”


«Il mondo è un posto magnifico e vale la pena di combattere per lui».

Ernest Hemingway, “Per chi suona la campana”


«Morire è una brutta cosa quando dura troppo a lungo e ti fa tanto soffrire da umiliarti».

Ernest Hemingway, “Per chi suona la campana”


«Non c’è nessun inferno... e neanche il paradiso. La vita è qui. La ricompensa è qui. Il dolore è qui».

Edward Bunker, “Educazione di una canaglia”


«Un uomo senza nemici di solito non ha neppure veri amici».

Edward Bunker, “Educazione di una canaglia”


«Se c’è qualcosa di autentico nella mente di un criminale, è il bisogno di soddisfazione immediata. Quel che conta davvero è il qui e l’ora. La gratificazione differita nel tempo è contraria alla sua natura».

Edward Bunker, “Educazione di una canaglia”


«Due sono i mondi in cui gli uomini si ritrovano messi a nudo, tutte le facciate spariscono, in modo che è possibile vedere il loro nocciolo duro. Il primo è il campo di battaglia; l’altro è la prigione».

Edward Bunker, “Educazione di una canaglia”


«Una puttana è spesso più difficile da sedurre di una donna seria timorata di Dio, nella misura in cui interviene il denaro; diversamente, l’uomo diventa un semplice puttaniere o un cliente, e non merita che disprezzo».

Edward Bunker, “Educazione di una canaglia”


«L’amore è antidemocratico come il denaro: si accumula intorno a persone che ne hanno fin troppo».

Nick Hornby, “Come diventare buoni”


«In Italia, sotto i Borgia, per trent’anni hanno avuto guerre, terrore, assassinii, massacri; e hanno prodotto Michelangelo, Leonardo da Vinci e il Rinascimento. In Svizzera, hanno avuto amore fraterno, cinquecento anni di pace e democrazia, e cos’hanno prodotto? Gli orologi a cucù».

dal film “Il terzo uomo”, regia di Carol Reed


«Il romanzo può vincere ai punti, ma il racconto deve vincere per k.o.».

Cortazàr


«La forma è il contenuto che sale in superficie».

Victor Hugo


«La letteratura è come un iceberg: ciò che si vede, ciò che si legge, è solo un ottavo della massa totale, il resto rimane sommerso».

Ernest Hemingway


«Bisogna avere fiducia nel mondo per fare dei figli».

Alessandro Baricco, “Senza sangue”


«Per quanto uno si sforzi di vivere una sola vita, gli altri ce ne vedranno dentro altre mille, e questa è la ragione per cui non si riesce a evitare di farsi del male».

Alessandro Baricco, “Senza sangue”


«Lei è saggio».

«No. È il grande inganno: la saggezza dei vecchi. Non diventano saggi. Diventano attenti».

Ernest Hemingway, “Addio alle armi”


«La creazione si dà sempre per amore di qualcuno che non siamo noi».

Umberto Eco, “Il pendolo di Foucault”


«Come può essere così generosa la vita, che provvede un compenso tanto sublime alla mediocrità?».

Umberto Eco, “Il pendolo di Foucault”


«Appartengo a una generazione perduta, e mi ritrovo soltanto quando assisto in compagnia alla solitudine dei miei simili».

Umberto Eco, “Il pendolo di Foucault”


«Lui di fronte ad una pistola carica si sarebbe sparato nell’orecchio per controllare se funzionava».

Umberto Eco, “Il pendolo di Foucault”


«Veniamo e andiamo verso il buio».

dal film “La notte”, regia di Hans-Jurgen Syberberg


«Usava l’arguzia sia per lenire l’impatto dei propri fallimenti sia per rimettere il mondo in prospettiva».

Edward Bunker, “Come una bestia feroce”


«Quello che uno si merita e quello che poi ottiene sono due cose molto diverse».

Edward Bunker, “Come una bestia feroce”


«Gli anni di lontananza dalle donne acuiscono l’immaginazione di un prigioniero: bisogna esserne generosamente dotati per accontentarsi di una checca dalla barba lunga e dalle sopracciglia strappate con le pinzette».

Edward Bunker, “Come una bestia feroce”


«Se avesse iniziato a piovere merda, sarebbe rimasto tranquillo e si sarebbe limitato a indossare un impermeabile».

Edward Bunker, “Come una bestia feroce”


«È l’uomo che è assassino non l’idea».

Alberto Giavellotti, “Di tutte le fate”


«Il mio corpo appartiene a mio marito; quello che faccio dal collo in su è tutta un’altra storia».

dal film “Celebrity”, regia di Woody Allen


«Di buone intenzioni è lastricato l’inferno».

dal film “Crimini invisibili”, regia di Wim Wenders


«È la sua durata, e solo questa, che conferisce autenticità al reale».

Daniel Pennac, “Signori bambini”


«Quel che complica tutto è che la maggior parte dei bambini fanno i bambini, e quasi tutti gli adulti giocano agli adulti».

Daniel Pennac, “Signori bambini”


«Le male azioni risorgono per quanta terra le ricoprano agli occhi degli uomini».

William Shakespeare, “Amleto”


«Fragilità il tuo nome è donna».

William Shakespeare, “Amleto”


«La chitarra è mia e la suono per chi mi pare!».

dal film “Quell’oscuro oggetto del desiderio” regia di Luis Bunuel


«Alla base c’è sempre, negli esseri umani come negli animali, l’istinto alla salvaguardia della specie. Una donna, se anche avesse cento uomini in un anno, potrebbe avere comunque solamente un figlio. Quindi il suo istinto con un uomo è placato. Ma un uomo con cento donne potrebbe avere cento figli, quindi il suo istinto non si placa mai».

Fabio Volo “È una vita che ti aspetto”


«Avevo capito che rinunciare a se stessi, non amarsi è come sbagliare a chiudere il primo bottone della camicia. Tutti gli altri poi sono sbagliati di conseguenza. Amarsi è l’unica certezza per riuscire ad amare davvero gli altri».

Fabio Volo “È una vita che ti aspetto”


«Ho provato e sperimentato molte droghe nella mia vita, ma devo dire che la lucidità è la migliore».

Fabio Volo “È una vita che ti aspetto”


«Pensando a Dio mi viene in mente mia nonna quando girava per casa cercando gli occhiali. Li aveva in testa».

Fabio Volo “È una vita che ti aspetto”


«Era una che, quando c’era da discutere, tirava fuori i coglioni. Le altre, invece, di solito tiravano fuori i miei».

Fabio Volo “È una vita che ti aspetto”


«Una volta le ho consigliato di tatuarsi il disegno di un flipper sulla schiena, così quando facevo l’amore da dietro potevo anche simulare una partita».

Fabio Volo “È una vita che ti aspetto”


«Le donne sono come i fiori; se cerchi di aprirli con la forza i petali ti restano in mano e il fiore muore. Perché solamente con il calore si schiudono».

Fabio Volo “È una vita che ti aspetto”


«Due so è cose che me piacciono a me! Annà ‘n machina quanno piove, e cagà sur prato, guardando la gente che passa pè a strada!».

Pier Paolo Pisolini “Una vita violenta”


«S’erano sbragati con le mani intrecciate sotto le teste, le gambe larghe e il creapopoli al cielo».

Pier Paolo Pisolini “Una vita violenta”


«Chi glielo faceva fare d’essere destro, sinistro, questo e quello: era libero cittadino, anarchico della morte, e basta».

Pier Paolo Pisolini “Una vita violenta”


«Ma sputa per aria e mettete sotto!».

Pier Paolo Pisolini “Una vita violenta”


«È facilissimo reagire con freddezza alle cose durante il giorno, ma di notte è tutto un altro discorso».

Ernest Hemingway “Fiesta”


«Ho la brutta abitudine di immaginare quel che succede nelle camere da letto dei miei amici».

Ernest Hemingway “Fiesta”


«Per quanto possa essere volgare un albergo, il bar è sempre piacevole».

Ernest Hemingway “Fiesta”


«Riesco a fare un sacco di cose io, più tardi».

Ernest Hemingway, “Verdi colline d’Africa”


«Ho vinto tirando a sorte, e non si va contro la sorte. È l’unico modo per pareggiare la fortuna».

Ernest Hemingway, “Verdi colline d’Africa”


«Tutto dipende da voi, se veramente avete qualcosa in corpo».

Ernest Hemingway, “Verdi colline d’Africa”


«Allora troverai una soluzione. Io ho fiducia in te».

«Anch’io ho fiducia. È l’unica cosa che ho».

Ernest Hemingway, “Avere e non avere”


«L’amore è solo un’altra sporca menzogna. Amore sono le pillole di ergapiol che io accettavo di prendere perché tu avevi paura che avessimo un bambino. L’amore è chinino, e chinino, e chinino fino a perdere l’udito. L’amore è quell’aborto, sordido e orrendo, che mi hai fatto fare. Amore sono le mie viscere sconvolte. Per metà cateteri e per metà vorticose irrigazioni. Io so cos’è l’amore. L’amore è sempre appeso dietro la porta del bagno. Puzza di lisolo. Al diavolo l’amore. L’amore sei tu che mi rendi felice e che poi ti addormenti a bocca aperta mentre io resto sveglia per tutta la notte, troppo atterrita per dire le mie preghiere, anche perché so di non avere più questo diritto. Amore sono tutti gli immondi giochetti che mi hai insegnato tu, che a tua volta li avevi imparati, probabilmente, da qualche libro».

Ernest Hemingway, “Avere e non avere”


«Un uomo solo non ha uno straccio di possibilità».

Ernest Hemingway, “Avere e non avere”


«Mi sa tanto che finirò per diventare una puttana. Forse lo sono già. Immagino che una non se ne accorga, quando lo è diventata».

Ernest Hemingway, “Avere e non avere”


«Tu mamma, è inutile che mi dai tutte quelle medicine, se scoreggio sempre è perché mi faccio sfondare il culo tutto il giorno».

dal film “Dobermann”, di Jan Kounen


«Gli spiriti esistono se ci si crede».

dal film “La bambina cavaliere errante”


«Dicono che il seme di ciò che faremo è in noi tutti, ma a me è sempre sembrato che in coloro che affrontano la vita scherzando quel seme sia coperto da un humus più ricco e da un letame di migliore qualità».

Ernest Hemingway, “Festa mobile”


«Ci voltammo dopo dodici passi, perché l’amore è un duello, e ci guardammo per l’ultima volta».

Jack Kerouac, “Sulla strada”


«Tutto quel che gli ci voleva era un volante fra le mani e quattro ruote sulla strada».

Jack Kerouac, “Sulla strada”


«Cos’è il cielo? Cos’è la terra? Sono tutte cose cerebrali».

Jack Kerouac, “Sulla strada”


«Il mondo è stato e sarà una porcheria. Perciò impariamo a muoverci con il portafoglio fra i denti e il culo bene attaccato al muro».

Luis Sepύlveda, “Una sporca storia”


«La battaglia per la vita la perdiamo nel momento stesso della nostra nascita, ma il vero eroismo è affrontarla, vivere decisi a vincerla».

Pablo de Rokha


«Grazie a Dio tua madre è morta dandoti alla luce se ti avesse visto sarebbe morta di vergogna!».

dal film “Fratello, dove sei?”


«Le cose che possiedi alla fine ti possiedono».

dal film “Fight club” regia di David Fincher


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