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Attrazioni e distrazioni

di Cesarina Bo

a cura di Gennaro Chierchia

 

Si tratta di una raccolta di racconti, divisa in quattro sezioni. Nella prima, “Insert coin e altri racconti d’ambiente”, appaiono: “Insert coin”, dove si narra di un ragazzo che corre dalla propria ragazza a fare l’amore; “La festa”, dove a una festa una donna si ubriaca e fa battute sconce, finché non viene portata via dal marito; “L’attesa”, dove una vecchia signora aspetta il ritorno del marito in una stazione, pur sapendo che non lo rivedrà mai; “Per grazia ricevuta”, dove tre vecchie sorelle “ingaggiano” una prostituta per il giovane figlio di una di esse, ritenendo che studia troppo e, quindi, che sia bisogno di “sfogarsi”; “Il violinista pazzo”, dove una cameriera trova un libro di poesie di Fernando Pessoa e scrive al suo proprietario, manifestandogli il desiderio di fuggire dalla propria squallida vita, come suggeriscono le poesie contenute nel libro. Nella seconda, “Condòmini e altri racconti di vita”, appaiono: “Condòmini”, dove si racconta di due persone rimaste sole in un palazzo. Lui ascolta quello che fa lei nel suo appartamento al piano di sopra e sogna di farci l’amore; “Demetrio Demitri”, dove un professore di matematica, esasperato dal dover ripetere per la diciassettesima volta la lezione, va in escandescenze davanti a tutta la classe; “Il giro del mondo”, dove un uomo, bisognoso di cure mediche, soprannominato “Cavallo” per il suo strano modo di camminare, compie sempre lo stesso giro intorno al paese in cui vive; “L’esame”, dove una ragazza deve affrontare un esame di fisica all’università, ma ci va totalmente impreparata; “L’uomo che suonava ai lampioni”, dove un vecchio passa in bicicletta suonando il campanello nella strada dove è morto il figlio in un incidente con la moto; “Polaroid”, dove un serial-killer ammazza le coppie di amanti che si incontrano nell’albergo di fronte casa sua; “Sono andata al ristorante con Bob”, dove una donna va a cena al ristorante con suo marito, adocchia un grassone al tavolo accanto e ci finisce in bagno a scopare; “La targa”, dove un uomo che lavora al mattatoio comunale, andando al cinema, viene bagnato da una macchina in corsa che ha preso una pozzanghera e si vendica. Nella terza, “Il cappello e altri racconti al confine del reale”, appaiono: “Il cappello”, dove un cappello passa di mano in mano, cancellando la fantasia di chi lo indossa, ma donando anche un confortante senso di appagamento; “Il padrone del tempo”, dove un orologiaio tenta di allungare le proprie giornate lavorative modificando gli orologi che ha nella bottega, per avere più tempo per dedicarsi a loro; “Il processo”, dove un uomo punisce la moglie in un modo del tutto singolare; “Insetti”, dove un uomo di mezza età sposa la donna che lo ha messo sotto con la macchina; scoprirà che ha fatto male e la punisce come è solito fare con gli insetti; “La porta”, dove una porta in piedi in mezzo a un prato provoca la curiosità di un passante; “La voglia”, dove un uomo sogna di continuo una voglia, finché un giorno non gli apparirà sulla faccia; “Il giardino incantato”, dove una donna attira gli uomini nel suo rigoglioso giardino, riservandogli un’amara sorpresa. Nella quarta, “Centro e altri racconti matematici”, appaiono: “Centro”, dove si raccontano le gesta di una prostituta che non dona solo il corpo ai suoi clienti, ma consigli e rimedi medici; “Impossibile”, dove in un manicomio i degenti, inspiegabilmente, prendono il volo; “Indeterminato”, dove uno scrittore scrive infiniti finali per il proprio romanzo; “Numeri speciali”, dove un ragioniere, innamorato dei numeri, muore in una data palindroma; “Parallelismo”, dove l’Uomo Perfetto e la Donna Perfetta si desiderano ma non si incontrano mai; “Tangente”, dove uno psicologo, invitato a tenere una conferenza in un centro culturale, “parte per la tangente”; “Integrali”, dove i confini di due terreni si possono delimitare solo facendo ricorso al calcolo degli integrali; “Simmetria”, dove un gatto scambia la propria immagine riflessa in uno specchio per un altro gatto, e tenta di eliminarlo.

L’autrice è molto abile nel dipingere, in racconti brevi, ritratti di persone comuni eppure fuori dal normale; è molta attenta, soprattutto alla sensibilità femminile, il che denota, senza ombra di dubbio, grande maturità. Riserva particolare attenzione ai mestieri che fanno i personaggi delle storie, ma l’attenzione verso i particolari è una caratteristica generale del libro, che lo impreziosiscono e lo caratterizzano. Altra dote è quella di avere una fervida immaginazione, riuscendo a costruire tante trame (i racconti sono ben 28!), ma soprattutto riuscire a “chiuderle” dicendo tutto, e con un finale appropriato. Infatti sono pochi i racconti “chiusi” in maniera affrettata, e quelli che avrei desiderato più lunghi, perché affascinato dal modo di raccontare dell’autrice. Se c’è una nota stonata in questa lodevole raccolta, essa è l’ultima sezione, dove i racconti appaiono “forzati”, essendo costruiti apposta sui concetti matematici da cui prendono il titolo. Consiglio vivamente la lettura di questo libro, che dà modo di riflettere e di sorridere della vita.


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