| Interviste | |
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Aldo Putignano a cura di Gennaro Chierchia
Tu sei l’ideatore del sito web “Homo Scrivens” (www.homoscrivens.it); vorresti dirci di che cosa si tratta per chi non lo avesse ancora visitato?
“Homo Scrivens” è una vetrina on-line per scrittori esordienti, una vetrina ampia e molto frequentata, che ospita racconti, poesie, filastrocche ed anche generi brevi come l’aforisma e il guardapropriononposso, una raccolta di scuse per sfuggire agli inviti più sgraditi. Il sito è anche il punto di partenza per promuovere e selezionare nuovi autori cui offrire un contatto diretto con il pubblico attraverso spettacoli e presentazioni in cui lo scrittore è chiamato sul palcoscenico a leggere i propri testi e parlare di sé.
Correggimi se sbaglio ma ho notato che il tuo concetto di letteratura sia legato a doppio filo con altre forme di espressione; teatro, televisione, internet… Perché questa commistione?
“Homo Scrivens” ha al suo attivo diverse attività ma solo dopo più di due anni è uscito il suo primo libro, “Faximile”. Io penso che sia cambiato in questi anni il modo stesso di “pensare” lo scrittore, non più romanticamente in silenzio e in solitudine ma aperto al confronto e al dialogo con gli altri e in grado di esprimersi con più linguaggi: il nostro primo obiettivo è stato dunque comunicare con gli altri, anche in modi poco tradizionali, per spiegare, con parole semplici e dirette, quanto possa essere divertente ed entusiasmante vivere la letteratura, non solo guardarla da lontano.
Tu sei un docente di scrittura creativa alla fondazione “Humaniter” di Napoli; che cosa significa per te insegnare a scrivere?
Il nostro laboratorio non è un corso di scrittura tradizionale, è più vicina a una bottega di artigiani dove ognuno impara dal confronto, dalla riflessione attiva sulla propria arte. Durante gli incontri mi preoccupo di dare piccoli suggerimenti, cercare di comprendere le difficoltà di chi scrive e dare un parere, oltre a leggere testi e affrontare alcuni argomenti di teoria, è importante che ognuno segua la propria strada, non la mia. Occorre imparare a correggersi, a modificare i propri testi, perché questo vuol dire aver acquisito coscienza della propria arte e della propria tecnica.
Scrittori si nasce o si diventa?
Scrittori professionisti si diventa, con il lavoro, la ricerca ed un impegno costante e duraturo. Non c’è talento che non abbia bisogno di essere coltivato.
A dicembre è uscito “Faximile, 49 riscritture di opere letterarie”, il primo libro pubblicato da “Homo Scrivens”. Come è nato e cosa si prefigge?
“Faximile” è nato all’interno del laboratorio di scrittura ma è stato ben presto, come tutte le iniziative di “Homo Scrivens”, aperto all’esterno per favorire la partecipazione di altri autori. Il libro è un’antologia della riscrittura intendendo come tale una nuove versioni di opere letterarie, dal papiro egizio alla “Divina Commedia”, qui riscritta in forma di problema di geometria, dall’”Ultima mail di Jacopo Ortis” all’”Incoscienza di Zeno”. Al di là dell’intento giocoso e dissacrante, il libro vuol essere un omaggio verso la grande letteratura, quella da cui tutti, piccoli o grandi scrittori, siamo nati.
Come stanno andando le vendite?
Fin troppo bene: il libro è andato esaurito in poche settimane e anche la ristampa sta catturando l’attenzione di molti. Pur tuttavia, nonostante le vendite e la considerevole attenzione dei media, abbiamo tuttora non poche difficoltà nel far arrivare “Faximile” in alcune regioni d’Italia: a volte non bastano né il talento né l’idea, ma stiamo resistendo.
Veniamo all’Aldo scrittore; sul sito web “Homo Scrivens” ho letto alcuni tuoi testi tra cui questi due che mi sono piaciuti particolarmente: “Scelta razionale” e “Utopia”. Il primo è solo all’apparenza un esercizio stilistico, in quanto tratta del Libero Arbitrio; il secondo allude agli stermini di massa. Entrambi sono scritti con uno stile particolare, che esula dal racconto tradizionale. Sbaglio se affermo che ti piace sperimentare?
Grazie per avermi ricordato anche solo per un attimo la mia attività da scrittore. In questo impegno convulso per far emergere giovani talenti e costruire per me e per loro uno spazio dove poter far sentire la propria voce a volte trovare il tempo e l’energia per continuare a scrivere con regolarità è la cosa più difficile. Si, mi piace sperimentare, cercare strade nuove, non limitarmi a raccontare una vicenda ma costruire intorno al lettore un’atmosfera di sogno, dialogare con lui, esprimere più che narrare. È una ricerca continua e affascinante che si completa nella mente di chi mi ascolta, o almeno spero. Credo però che uno scrittore debba possedere diversi registri stilistici, e per ogni testo, in relazione al senso che esso ha per lui, debba saper scegliere la soluzione più adatta, senza paura di innovare ma anche senza una futile volontà di stupire a tutti i costi.
I tuoi impegni attuali e i progetti per il futuro.
Domani parto con “Homo Scrivens” per la Fiera del libro di Torino: per la prima volta porteremo degli scrittori esordienti sul palco più importante d’Italia. Poi vorrei riposarmi un po’ ma sarà difficile, mi farò prendere la mano da “Vedi Napoli e poi scrivi” il concorso letterario organizzato in accordo con una casa editrice napoletana, la Kairòs, per selezionare fino a venti autori da pubblicare in un volume collettivo accanto a nomi già noti, e per portarli all’attenzione del grande pubblico, a partire dalla presentazione ufficiale al Maschio Angioino. Insomma, la solita vita.
Per concludere, i tuoi consigli ad un ipotetico scrittore esordiente.
Scrivi, e quando non ne hai più voglia, quando senti che l’ispirazione è andata via, continua a scrivere: è lì che inizi per davvero a dialogare con te stesso.
Intervista rilasciata il 3 maggio 2005. |
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