Interviste

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Albus Edizioni

a cura di Arte insieme

 

L’intervista è alla Albus Edizioni, una nuova realtà nata ufficialmente solo nel corrente mese e che ha sede a Caivano, in provincia di Napoli.

Sito Internet:

http://www.albusedizioni.it/

 

Le origini della vostra casa editrice?

 

Siamo partiti da poco, siamo operativi soltanto da qualche settimana, quindi oserei affermare che le origini sono queste, anche se le idee arrivano sempre da molto lontano.

 

Quali sono gli elementi di originalità del vostro progetto?

 

A voler rispondere di getto può sembrare difficile parlare di originalità nel 2007, dove sembra tutto già pensato, detto e fatto. Ma se non ci si ferma in superficie e si cerca di arrivare nel cuore delle cose, ti accorgi che non è così; anche la più comune delle attività che nella gestione lascia un largo margine alla creatività, se vissuta con umiltà, passione e voglia di fare, alla fine diventa una nuova ed originale realtà.

La nostra originalità consiste nel dato di fatto, che non ci siamo affacciati nel panorama letterario direttamente come editori, ma ci siamo arrivati attraverso varie fasi. Siamo stati lettori, operatori culturali, scrittori ed infine casa editrice. Questo per affermare che conosciamo e non solo per statistica, ciò che il lettore si aspetta da un libro e nel frattempo la passione che un autore mette in uno scritto, e noi miriamo a soddisfare gli uni e gli altri.

 

Quale pensate che sia il futuro dell’editoria in Italia e della vostra casa editrice in particolare?

 

Domanda molto impegnativa, alla quale però, pensiamo di aver già risposto nel momento in cui abbiamo deciso di aprire una casa editrice.

 

In Italia si legge poco: di chi è la colpa? Un po’ anche delle case editrici?

 

Anche! Anzi direi in buona parte. Non certo però di molte belle piccole realtà editoriali.

Oggi se si vuol scoprire qualche nuovo autore e leggere qualcosa di coinvolgente ed interessante, bisogna proprio cercare nella produzione di piccole e medie case editrici, che lottano tra mille problemi e la fatica di trovare spazio in libreria. Ecco, forse, decisivo in questo senso, potrebbero essere i librai proponendo anche cose lontane dai grandi frastuoni pubblicitari e, ce ne sono di cose interessanti in giro.

 

Come immaginate possa essere il vostro lettore ideale? E quali passi per avvicinare i lettori a libri da voi editi?

 

Non penso che bisogna lavorare in funzione di un lettore ideale. Bisogna lavorare per “il lettore”, cercare di ampliare la propria produzione attraverso più generi in modo da essere presenti in ogni settore di una libreria.

Avvicinare il lettore attraverso i canali tradizionali e sicuramente creare molte opportunità di incontri tra lettori ed autori.

 

Quale dei vostri libri vi ha dato le maggiori soddisfazioni e perché?

 

Siamo appena nati e speriamo di poter rispondere a questa domanda più avanti nel tempo.

 

Intervista apparsa per la prima volta il 1o giugno 2007 su www.arteinsieme.net


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